



Spalle al muro,
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua,
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,
Scendi piano, dai ricordi in giù,
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.
Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c'è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l'anima la grida e tu lo sai che c'è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire,
Tempo non c'è ne più,
Non te ne danno più …!
E ogni male fa più male,
Tu risparmia il fiato,
Prendi presto, tutto quel che vuoi,
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.
Vecchio.
Vecchio.
Vecchio…!!!
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!
Ma sei vecchio.
Insulteranno Vecchio
Con tutto quella smania che sai tu,
Vecchio, si…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
Le tue non vanno più,
Ragione non hai più.
Vecchio si...
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti,
perché respiri tu

Yang Liping, nasce nel il 10 novembre del 1958 a Dali, città nello Yannan, regione al sud della Cina, da una famiglia con genitori divorziati. Infanzia sembrerebbe complessa e difficile, fortunatamente ciò che porta sempre dentro è una positività che contraddistingue
solo poche persone. Si apassiona alla danza fin da bambina, dopo anni di studio nel sud della Cina nel 1980 entra nel "Gruppo di danza e canto delle minoranze etniche". Ciò che l'ha resa popolare e famosa è "La Danza del Pavone" Kongquewu.
[...[ sono andato in pellegrinaggio da Auschwitz al Vietnam per praticare la pace, per essere in pace, ma non camminavo espressamente per la pace.
Se ho in mente un qualsiasi concetto preconfezionato di “pace”, forse non sarò mai in grado di prendervi parte. La pace non è un’idea, non è un movimento politico, non è una teoria o un dogma.
La pace è un modo di vivere: vivere consapevolmente nel momento presente, respirare , godere di ogni respiro.
La pace è in divenire: è nuova fresca attimo dopo attimo.
Quando cammino, lungo la strada incontro svariate persone e parlo con loro; uno degli argomenti che affronto è la guarigione e il fatto che avvenga a partire da noi stessi. Quando si guarisce il proprio se, allora la guarigione comincia a manifestarsi in famiglia nella comunità, come i cerchi che si espandono intorno a un sasso gettato nell’acqua [...]


Il viaggio è movimento, è il passaggio cosciente da un luogo all'altro che modifica la percezione del viaggiatore, l'identità e il carattere.
Lo spostarsi da un luogo all'altro sviluppa capacità di osservazione e concentrazione facendo cadere i pregiudizi legati alla stanzialità.
Jean Michel Basquiat, in arte Samo, nasce a Brooklyn nel 1960 e muore a New York nel 1988. E' stato un pittore e writer statunitense.










..e ci fu un forte vento e tutto il mio corpo scrisse sui sassi... Il vento cacciava il vento, la pioggia di questo mondo non veniva dagli astri, ma in un raggio di luce vi era un sogno vivente da inchiodare al suolo .. (Lina M.)