Elisa, una mia compagna di scrittura mi ha inviato questa sua poesia. A me è piaciuta molto!
Lo avrai Benedetto papa
la richiesta di perdono
che dalle donne ti aspetti
per quel cucchiaio
che l’ utero ha graffiato
scrostando la vita
che incauta si è annidata
e con il sangue scivola
su cosce aperte allo sguardo
tra bianche mura
lacerandoci il cuore
Lo avrai Benedetto papa
la richiesta di perdono
per il crimine commesso
che solo dopo adeguato pentimento
dietro la grata del confessionale
tu concedere potrai
Cristo sentendoti per la Maddalena
ma come chiederlo
a deciderlo tocca a noi
Non con la lingua dei filosofi
che della vita più non reca traccia
e della sua astrazione si fa scudo
per turare le orecchie ad ogni suono umano
Non con l’aria rarefatta di cieli lontani
dove è segregata come in una prigione
la tua religione che solo si nutre
di umana proiezione
Non con il latino dei padri dubbiosi
che anima vi fosse in corpo di donna
e orasu marmorei altari tra nuvole rosate
innalzano sante e madonne
con gigli tra le bianche mani
o pargoletti addormentati su virginei seni
a perenne dimora della femminilità
Non con il fruscio del nero chador
appuntato sul bianco soggolo
che hai imposto alle tue serve,
chiamandole serve del Signore
perché fosse chiaro da dove
hai mutuato l’abito dell’obbedienza
Ma con parole rigate con la penna
intinta nel calamaio della rabbia e del dolore
per scrivere
L’urlo lacerante della madre di fronte
al corpo del figlio sventrato dalla guerra
che il tuo cappellano ha benedetto
quando con le piume al vento
gioiva della prossima avventura
Il ciabattare di piedi gonfi
in scarpe sformate per tanto cercare
figli spariti nei gorghi dell’oceano
mentre i tuoi prelati benedicevano il boia
e chi ha levava un grido di condanna
è stramazzato sull’altare insanguinato
e mai è stato santificato
Gli occhi vuoti e il corpo piagato
a cui anche un velo di plastica hai negato
di donne che nel lazzaretto africano
da seni vizzi il latte infetto spremono
per i futuri orfani e invano tendono la mano
a multinazionali protette
da un assassino che prega ogni mattino
L’angoscia della straniera
sfuggita alla furia del mare
di perdere un riparo precario
il pianto del neonato nel cassonetto
il grido spezzato della donna violata
dietro il cespuglio
il sangue dello sfregio del rasoio
sul viso della prostituta ribelle
lo strazio della bambina
a cui hanno cucito la vagina
il puzzo di carne bruciata
dell’araba in nome dell’onore
chè ogni religione per le donne in comune
ha di castità e obbedienza l’ossesione
Lo sguardo smarrito della ragazzina
che ha giocato all’amore sui banchi di scuola
il pianto e la vergogna di bambini
violati da tuoi preti
nelle canoniche profumate di incenso
a cui hai imposto la castità
ma che hai protetto con l’omertà
finchè lo scandalo non vi ha travolti
La fatica di donne sole
che vedono sfiorire i loro sogni
allevando figli di maschi
che non sanno esser padri
donne a cui politicanti bugiardi
alla ricerca del tuo consenso
offrono elemosina e negano uguaglianza
donne che crociati di astratti principi
e negatori di concreta umanità
vogliono ricattare con la colpa
che da sempre su loro ricade
mentre il compagno se ne va assolto
nella sua maschia sessualità
queste donne, se vorrai incontrare
tutte insieme ci ritroverai
vicine e lontane con la stessa passione
opponendo alla tua ipocrita religione
la dignità della nostra autodeterminazione