Come due ragazzini sono insieme da 58 anni e oggi erano belli più che mai.Non c'è età per la gioia.
Anche il sole non ha risparmiato il suo calore e la nostra felicità lo illuminò tutto.
categoria:pensieri spettinati
Come due ragazzini sono insieme da 58 anni e oggi erano belli più che mai.
Una lettera scritta a mano con una grafia stentata.
Viene dal carcere. "Sono contento perchè so che mia figlia non inala più l'Aurolac. Lo conosce Miloud Oukili?"
Bucarest. Romania.
L'Aurolac è una vernice usata per dipingere le aureole dei santi nelle chiese ma i bambini rumeni che vivono in condizioni misere la sniffano per sognare mondi artificiali diversi, per inventare altri paradisi. Anche Vali lo fa, visetto vivace ma polmoni a pezzi. Così come i bambini di Rio o di Lagos anch Vali sniffa dal barattolo di "colla", la droga dei poveri che rincoglionisce e consola.
Vado a trovarlo in carcere per conoscere la storia di Miloud Oukili.
"Nelle fogne di BUcarest, calde, puzzolenti e schifosamente umide, certe notti puoi incontrare il diavolo. O forse un angelo, non si sa bene. Di certo, a giudicare dalle occhiate di ghiaccio con cui tiene a bada la sua muta, un lupo. Un lupo col naso rosso, un lupaccio che il suo branco adora, e abbraccia, e coccola e gli si stringe intorno. La legge della strada è: o fotti o ti fai fottere. Devi essere duro, il più duro, se vuoi guadagnare il rispetto degli altri. Devi essere più lupo dei lupi."

Accadde.
Nell'istante in cui
il tempo non fu più rappresentato
sul modello dello spazio.
Accadde.
In quella intuizione sugli stati puri di coscienza
in continua evoluzione
ad un movimento reale e vissuto.
Accadde.
Oggi che è già ieri,
io vago
alla ricerca di un tempo perduto.
Non voglio vivere per la morte
evitando gli abbagli del mondo
dove nella vita banale il presente è urgenza,
e le cose da fare non lasciano pace
è l'istante
che prende possesso di me stessa
e considera le preoccupazioni del mondo
come un nulla.
Accadde.
Citando una scrittrice orientale Chin-Ning Chu:
ODE I,II - Orazio
Leoconoe,
Tu non chiedere, non è lecito saperlo,
quale sorte a te, quale a me,
abbiano assegnato gli dèi.
Non scrutare gli oroscopi d'Oriente.
Meglio è accettare
tutto ciò che sarà.
Sia che Giove ti abbia concesso
molti inverni, o sia l'ultimo di quello
che ora sfianca
sulle opposte scogliere
il mare tirreno, sii saggia!
Filtra il vino,
lascia le speranze lontane
perchè breve è il nostro viaggio.
Mentre parliamo
il tempo invidioso e già fuggito:
afferra l'oggi
e confida nel domani
il meno possibile.
Di pomeriggio tutte le finestre e le porte di Chinguetti sono chiuse. Non c'è gente per strada. Il posto sembra disabitato. Il vento è fastidiosamente caldo e le mosche non danno tregua. I soliti belati di sottofondo misti a voci di bambini che giocano, una musica ripetitiva che diventa noiosa. Le popolazioni nomadi del deserto scelsero quest' oasi sull'altopiano dell'Adrar, nella parte settentrionale della Mauritania, per fondarla.
Solo quando il sole sparisce dietro le dune ecco spuntare i veli colorati delle donne. nel viale, che in realtà è un wadi, passano le jeep e i dromedari, tutti in fila. Sotto questa luce fresca i colori sono ancora più caldi. Sulla collina di sabbia ocra ci sono grappoli di case dal tetto piano. Qua e là macchie verdi di cespugli fitti, chiome di arbusti.
Svetta il minareto quadrato di una moschea antica, nei vicoli di sabbia le case sono di fango ma hanno porte e finestre che brillano di verde e di azzurro.
Il fascino di Chinguetti, finalmente, si propaga con l'oscurità. Poche luci artificiali che illuminano un paio di botteghe du generi alimentari, che qui chiamano alla francese boutique. Sono le donne a gestirle, le stesse che trascorrono le serate stese sulle stuoie a godersi il fresco, sempre avvolte negli ampi tessuti leggeri, sempre circondate da latre donne. Si chiacchera e si ascolta la radio a batterie. Col buio le imposte delle finestre - senza vetri - vengono aperte. Sono finestre basse, quasi all'altezza della sabbia, perchè all'interno il mobilio e fatto solo di materassi e stuoie.
Ma il buio si può trovare anche di giorno. E' un buio accogliente, sfiorato dai ragi di sole che filtrano dalle piccole aperture lungo le pareti o nel soffitto delle biblioteche. Un buio molto intimo, complice e custode della memoria storica del luogo. Sono una decina le biblioteche di Chinguetti, molte non hanno neanche l'insegna. Si celano dietro piccole porte con grandi chiavistelli di legno, uguali a tante altre porte anonime. Sono biblioteche private che appartengono a famiglie di mercanti che le hanno tramandate da padre in figlio. Queste biblioteche rappresentano l'eredità delle mahedra, università itineranti dove l'insegnamento era flessibile e riservate anche alle donne.
Si fa chiamare RIVERBEND, ovvero "ansa del fiume", la ragazza irachena che da tre anni scrive sul suo blog Bagdad Burning.E' stato tratto un libro da questa sconosciuta ventitreenne che è candidata al prestigioso premio letterario inglese: Samuel Johnson Prize.
U
L
T
I
M
O
V
O
L
O
Percorro i corridoi dell'Anima,
dove ogni silenzio riecheggia
trovando una risonanza
Dimentico la spina di quello che ho desiderato
e quando la Ruota gira
io ne seguo i raggi perseguendo un fulcro
che a volte non par mio
Sorrido a volte conoscendone fin troppo
bene il motivo
Ho raccolto quello che non mi aspettavo
combattendo battaglie che non
potevano non essere mie
Commetterò errori donando quello che possiedo
e imparerò a perdonarmi per aver visto
visto ciò che non c'era
Camminerò i miei passi più lenti e riflessivi ogni giorno che passa
I miei occhi a terra troveranno le tracce
di chi ha percorso il mio cammino avanti a me
e farò in modo che quel filo rosso sua la mia guida
quando navigando in acque buie avrò percepito una fiaccola
in lontananza che sta attendendo il mio ritorno
Invecchierò concoscendo l'Amore e forse crederò
di dimenticare d'aver amato
Una poesia mi canterà nel cuore
e una canzone mi ricorderà di te
Mi perdo nei meandri del Cuore,
dove ogni parola rimbomba senza
riempire il vuoto.
Ascolto la flebile voce dei sogni che furono
e gioco alla Vita, con le pedine del colore sbagliato
sorrido dimenticandone a volte il motivo.
Non troverò ciò che non sto cercando,
non combatterò guerre che non mi appartengono,
non svenderò il mio corpo,
raggirata dai banditori sempre meno convincenti
Camminerò i miei passi, più lenti e riflessivi, ogni giorno che passa.
I miei occhi a terra forse cercheranno
un'orma di te; nei solchi del Cuore,
forse, rimarrà il segno del tuo passaggio
Inveccherò dimenticando di aver Amato,
forse crederò di amare dimenticando
di aver conosciuto
Una canzone mi suonerà nelle orecchie,
una poesia magari mi parlerà ancora di te
Sorveglierò forse per sempre
i sogni degli Amici e saprò ridere con Loro.
A Dario Fo, che oggi compie ottantanni, e a Franca Rame dico grazie perchè non mollano mai.
"Un respiro, uno sghignazzo, un'esclamazione, un pianto possono emozionare anche l'analfabeta" (Dario Fo)
Faust a Chicago: uno studente ateo ha messo l'anima in vendita su eBay. Nalla parte di Mefistole è apparso sul sito della casa d'aste on line un ex predicatore evangelico che se l'è aggiudicata per 504 dollari. L'offerta di Hermant Mehta, dottorando alla DePaul University - una delle più grandi università cattoliche negli Stati Uniti, fondata dall'Ordine dei Vincenziani -, includeva una clausola: per ogni 10 $ del pezzo finale si sarebbe assoggettato ad un'ora di servizio religlioso in chiesa.
Mehta, che ha 23 anni, è un miscredente e un matematico come il mitico Faust. Nella sua offerta sul sito delle aste on line ha rivelato di sentire che qualcosa gli mancava nella vita: "Forse essere assieme a persone che mi indichino la Via è la migliore opportunità, forse, di cambiare me stesso".
L'asta si è conclusa qualche giorno fa dopo 41 puntate: si sono contesi l'anima di Mehta a colpi di dollari sonanti un gruppo di evangelici ma anche atei, determinati a tenere il giovane Faust di Chicago nella loro squadra.. Quando il martello elettronico del battitore ha chiuso qualche giorno fa la vendita on line, è risultato vincitore Jim Henderson, un ex predicatore di Seattle, nello stato di Washington, che oggi fa l'imbianchino e che ha scritto un libro, "Lost", sulla crescente distanza tra cristiani e non credenti pubblicato dalla casa editrice Random House.
L'incontro è avvenuto a .................
Shen Wei, coreografo e ballerino cinese, è l'attuale shooting Star nel mondo della danza. Con la sua danza ci immerge in un mondo strano ma profondamente bello. La sua visione pittorica, matematica e idiosincratica nell'uso originale del movimento: comprimere il dorso per poi esplodere in spirali, pattinare sul pavimento e ruotare verso il fondo.
"Le arti non mi sono state insegnate separatamente; pertanto, anche io non le separo nella mia opera. La mia opera non parla della vita reale o del'essere occidentale o orientale. Esploro l'ignoto e cerco un nuovo modo di comunicare."
Ho trovato un faro,
rifugio dei gabbiani e dei sogni.
Ho squarciato il buio
imparando a vederlo da me
non avevo ghirlande di luci
che mi indicavano la rotta.
oggi mi dedio questa bellissima canzone!
Io sono un istrione,
Ma la genialita'e' nata insieme a me,
Nel teatro che vuoi
Dove un altro cadra', io mi surclassero'.
Io sono un istrione,
Ma la teatralita' scorre dentro di me
Quattro tavole in croce
E qualche spettatore, chi sono lo vedrai
Lo vedrai...
INCISO:
In una stanza di tre muri tengo il pubblico con me,
Sull'orlo di un abisso scuro
Col mio frak e con i miei tics,
E la commedia brillera',del fuoco sacro acceso in me
E parlo e piango e ridero'
Del personaggio che vivro'.
Perdonatemi se, con nessuno di voi
Non ho niente in comune,
Io sono un istrione a cui la scena da'
La giusta dimensione.
La vita torna in me,
Ad ogni eco di scena che io sentiro',
E ancora moriro' di gioia e di paura
Quando il sipario sale,
Paura che potro'
Non ricordare piu' la parte che so' gia'
Poi, quando tocca a me puntuale sono la'
Nel sogno sempre uguale... uguale.
Io sono un istrione
Ed ho scelto ormai la vita che faro',
Procuratemi voi sei repliche in citta'
Ed un successo faro'
Io sono un istrione
E l'arte, l'arte sola e' la vita per me
Se mi date un teatro e un ruolo adatto a me
Il genio si vedra'... si vedra'...
INCISO:
Con il mio viso ben truccato e la maschera che ho,
Sono enfatico e discreto versi e prosa vi diro',
Con tenerezza e con furore,
E mentre agli altri mentiro'
Fino a che sembri verita' fino a che io ci credero'
Non e' per vanita'
Quel che valgo lo so' e ad essere sincero
Solo un vero istrione e' grande come me
Ed io ne sono fiero...
Io sono un istrione,
Ma la genialita'e' nata insieme a me,
Nel teatro che vuoi
Dove un altro cadra', io mi surclassero'.
Io sono un istrione,
Ma la teatralita' scorre dentro di me
Quattro tavole in croce
E qualche spettatore, chi sono lo vedrai
Lo vedrai...
INCISO:
In una stanza di tre muri tengo il pubblico con me,
Sull'orlo di un abisso scuro
Col mio frak e con i miei tics,
E la commedia brillera',del fuoco sacro acceso in me
E parlo e piango e ridero'
Del personaggio che vivro'.
Perdonatemi se, con nessuno di voi
Non ho niente in comune,
Io sono un istrione a cui la scena da'
La giusta dimensione.
La vita torna in me,
Ad ogni eco di scena che io sentiro',
E ancora moriro' di gioia e di paura
Quando il sipario sale,
Paura che potro'
Non ricordare piu' la parte che so' gia'
Poi, quando tocca a me puntuale sono la'
Nel sogno sempre uguale... uguale.
Io sono un istrione
Ed ho scelto ormai la vita che faro',
Procuratemi voi sei repliche in citta'
Ed un successo faro'
Io sono un istrione
E l'arte, l'arte sola e' la vita per me
Se mi date un teatro e un ruolo adatto a me
Il genio si vedra'... si vedra'...
INCISO:
Con il mio viso ben truccato e la maschera che ho,
Sono enfatico e discreto versi e prosa vi diro',
Con tenerezza e con furore,
E mentre agli altri mentiro'
Fino a che sembri verita' fino a che io ci credero'
Non e' per vanita'
Quel che valgo lo so' e ad essere sincero
Solo un vero istrione e' grande come me
Ed io ne sono fiero...
Oggi si celebra la Giornata mondiale della Poesia, che come ogni anno cade il 21 marzo, nell'equinozio di primavera.
Il mio pensiero affettuoso a tutte le poetesse e i poeti del blog.
"La frase seguente è falsa.
La frase precedente è vera" (paradosso di Russell)
Paradosso,
dogma fisso del tempo
in illusioni ottiche,
di paradossi sensoriali
che, con l'effetto serra e il riscaldamento globale ,
crea il grande paradosso letterale
che fa di un più caldo globale
un più freddo locale.
Ciò che ho scritto bel SASSO PRECEDENTE non vuole essere un saggio sociologico sulle relazioni esistenti tra televisione e senso religioso, bensì un tentativo di volegre "la luce" della coscienza collettiva in un'altra direzione: ebbene quali sono le somiglianze?
- i modelli comuni di comportamento: chiunque sia devoto ad una religione, da essa trae i propri modelli di comportamento. E cosi' accade anche ai telespettatori: comprano i prodotti pubblicizzati in televisione, copiano le battute di spirito, imparano ad esercitare la violenza - anche verbale - con la noncuranza con cui è esercitata in televisione, plasmano le proprie preferenze sessuali e così via.
- i dogmi: chiunque sia devoto ad una religione, ne accetta i dogmi. I devoti nella televisione credono dogmaticamente a ciò che viene loto detto nei telegiornali, nei talk show ecc. La frase "l'ha detto la televisione ...." la dice lunga.
- la trance: caratteristica di ogni fedele durante la funzione religiosa è il suo cadere in stato di trance. Accade a buddisti, cattolici, islamici e zulù. Accade anche a chi è immerso in un programma televisivo. Guardando la televisione ci si scollega dalla propria realtà. Come in chiesa con il proprio dio, davanti alla televisione ci si identifica con l'oggetto della propria venerazione (i personaggi teelvisivi o i reality .....) Si ricorre allo zapping quando non si sa più a che santo votarsi.
- il rispetto dell'autorità sacerdotale: qualsiasi autentico fedele di qualsiasi religione si accosterà tremante a chi incarni il simbolo del proprio culto, ossia l'autorità sacerdotale. Ad osservare i tremori, i balbettii e la solennità interiore di chiunque si trovi a tu per tu con la propria celebrità televisiva, non sembrano esserci dubbi che si tratti dello stesso identico fenomeno mentale.
- l'eresia: una delle caratteristiche di qualsiasi religione (se potente) è quella di produrre il fenomeno dell'eresia, cioè l'impietosa demolizione di chiunque non dimostri nei fatti di esserne seguace. Il fatto di non sapere e per di più dichiararlo apertamente chi o che cosa siano le "presunte divinità televisive" implicano la fama di essere degli individui "strani", asociali, che fan finta di essere matti o invece lo sono proprio. In breve ci si troverà emarginati. E' il marchio dell'eresia moderna. Eppure nessuno di noi (o pochi) hanno visto le supposte divinità con i propri occhi dal vivo!
Essi alloggiano nei nostri cervelli come ogni credente coglie l'essenza del proprio dio ma, poichè l'essenza televisiva è più facile da cogliere rispetto a quella ecclesiale, in quanto è corredata di ottime immagini a colori e suoni convincenti, la teligione televisiva sta completamente soppiantando quella ecclesiale tradizionale.
La più grossa forza della religione televisiva è che tutti i suoi fedeli non hanno coscienza che si tratti di una religione, e ne sono devoti come più non potrebbero. La religione televisiva non è nè buona, nè cattiva, sebbene in essa possa essere colto sia il Bene che il Male.
La Televisione ci insegna il valore dell'ecologia ma anche il valore della violenza, insegna il valore dei diritti civili ma anche il valore dei doveri consumistici, condizionandoci a dover consumare, consumare e sempre di più lavorare per più consumare. Insegna il valore della lealtà sportiva ma anche della guerriglia tra tifoserie, stigmatizzandola a parole, ma allo stesso tempo promuovendola, facendone un mito negativo della trasgressione. Insegna il valore della solidarietà ma anche quello del rampantismo, della ricchezza a tutti i costi. Insegna il valore del rispetto e dell'amore ma anche il valore di una visione esclusivamente sessuale e sessista. Insegna ......... ma .....
Oggi non sopporto i sociologi.
Mi ci sono messa a riflettere cinque minuti e mi è venuto in mente che per essere riconosciuti sociologi è sufficiente conseguire un corso di laurea in sociologia, cioè avere assimilato le nozioni contenute in un certo numero di libri prestabiliti ed avere passato gli esami realtivi ad essi (operazione tutt'altro che problematica per una persona di intelligenza normale).
Alla fine, il titolato sociologo non è una persona che abbia dimostrato di avere capito qualcosa circa il comportamento della società, ma una persona che abbia dimostrato di avere studiato quello che altri hanno capito circa il comportamento della società.
Lo so che la mia definizione potrebbe suonare un pò estremistica. Okey. Vediamo allora la questione da un'altra angolatura: un tizio studia tutti i libri regolamentari del corso di sociologia, ottiene il suo bravo certificato di sociologo, poi scribacchia maldestri articoli nei quali pasticcia a vanvera con i concetti altrui da lui imparati, o ancora peggio va a dire qualche frase d'effetto in televisione, o si fa chiudere per un anno da solo in una grotta per scrivere un libro ricercando se stesso, ed ecco che la sua identità di sociologo è pienamente conclamata e da tutti accettata.
In effetti, basta scrivere che si è sociologi sul biglietto da visita e quasi tutti ci crederanno. Per facilitare gli increduli basterà citare qua e là a casaccio Mac Luhan e qualcun altro.
Proprio perchè non sono una sociologa mi sono imbattuta in alcune mie riflessioni che da nessun sociologo - ahimè mi è mai sinora accaduto di udire.
Il succo è semplice e si riassume in un frase che dice tutto e non dice niente: "LA TELEVISIONE E' LA RELIGIONE MODERNA". Bella scoperta diranno in molti. Ma non fermiamoci in superficie, dico io, ed analizziamone le implicazioni. Innanzi tutto a cosa è servita, serve e sempre servirà, in ogni tempo e luogo del mondo, qualsiasi religione?
Niente sofismi o risposte tortuose, una sola risposta: "La religione serve a fornire alla popolazione i modelli comuni di comportamento". Puoi chiamarli come vuoi: etica, morale, valori ecc. la sostanza è la stessa. In ogni tempo e luogo del mondo la religione serve per comunicare alla gente come bisogna comportarsi.
Chiunque abbia davvero fede nella propria religione, si comporta come la sua religione prescrive. Non sono mai esistite società umane prive di religione.
La televisione è una nuova religione NON tradizionale e nessuno ne ha ancora preso ed espresso pubblicamente piena coscienza!
I sociologi blaterano circa l'ovvia considerazione che la televisione sia il più potente strumento di comunicazione che mai sia esistito. Questo è vero ma è solo l'inizio. In molti paesi dove la Televisione (e ora anche i telefonini) più è dilagata, la religiosità popolare tradizionale si è fortemente abbassata. Perchè? Quali sono le somiglianze?
(segue sul sasso 165/bis)
"Eddai, non c'è cosa che non sia profondamente parte di qualche cos'altro" mi dice, accocolandosi tra i cuscini etnici del divano.
"Prendiamo una formica. Da tutte le parti la guardi è indubbiamente una formica. Niente di diverso da una formica. Ovunque tu la metta, essa svolgerà sempre le sue funzioni di formica. Eppure .."
"Eppure?" domando io mentre mi siedo sulla poltrona color rosso anguria.
"Eppure, se non ti limiti ad una osservazione superficiale, una formica non è solo una formica, ma anche una piccolissima parte di un formicaio. Se tu prendi la formica isolata, e la metti in una stanza vuota, farà quello che farebbe qualsiasi formica chiusa in una stanza vuota. Ma se prendi la formica, e la metti ......"
".... la metto in un formicaio" proseguo interrompendolo " farà qualcosa di diverso da molte delle altre formiche, giusto? Diventando parte di un formicaio, che lo voglia o meno la formica assume un suo ruolo ed una sua funzione, che trascendono le sue primarie attività di formica individuale, e che la farà comportare in un modo utile all'economia del formicaio più che a quella di sè....."Mi sorride divertito e i suoi occhi sono pieni di sole.
" .. e la formica non esiterà a sacrificare la sua stessa vita, se ciò sarà di utilità al formicaio. Credo non si possa parlare di eroismo, vero?" gli domando.
"No. Eroismo è un concetto fuorviante. Ciò che sulla formica nel formicaio agisce, è semplicemente la potente forza di una necessità; la superiore necessità del formicaio....Questo genere di cose succede anche con gli esseri umani. per quanto ci sforziamo di essere egoisti, le leggi del formicaio sovrastano la nostra esistenza e la influenzano per tutta la nostra vita."
"Ma come è fatto il formicaio umano? ce n'è uno solo? Ce n'è più di uno? " ecco le mie domande i miei perchè.
"Per rispondere a questa domanda dobbiamo immaginarci di vedere il nostro formicaio dalla più grande distanza possibile. Quindi saliamo su uno space shuttle mentale e mettiamoci in orbita, intorno alla terra, e guardiamo questa maestosa palla azzurra che senza fretta gira e gira . è troppo maestosa, allontaniamoci un pò .. Ecco, ora è più piccola e senza pretese. Bèh, eccoci qua! Siamo extraterrestri che stanno giardando questa pallina sperduta nel cosmo ricoperta da un putiferio di bestioline. Prima scoperta: il Gran Formicaio Terrestre comprende tutte le bestie del mondo. Facendo finta di non vedere tutti gli animali e le piante, ecco che da lontanissimo e con occhi di extraterrestri vediamo cinque miliardi abbondanti di puntini, ognuno dei quali assai convinto di essere una persona...."
Sono sempre affascinata dalla sua capacità di saper raccontare . ".... Ecco, mia cara, il Grande Formicaio Umano! Avviciniamoci drasticamente, volando attorno al globo a soli diecimila metri di quota. Ecco che il Gran Formicaio Umano si frammenta in migliaia di subformicai, le città. Ci avviciniamo ancora e sorvoliamo una città a volo di elicottero. Il formicaio non si frammenta più in modo rilevante. Le città sono dunque i veri formicai nei quali la maggior parte di noi vive...... La domanda è: quanto agisce il Formicaio del quale siamo parte su ciò che chiamiamo il nostro libero arbitrio? In quale misura siamo schiavi delel superiori esigenze del nostro Formicaio? Come agisce il Formicaio nei nostri confronti? ....
"Ma..... ma agisce?" domando.
"E ancora, che differenza c'è tra un Formicaio e un altro (cioè tra due diversi nuclei urbani) per quello che riguarda l'azione di esso verso di noi' ?" prosegue, come parlasse a sè stesso.