Dal nulla si fugge con il principio, la nascita, l'arrivo, la presenza, l'azione, l'impegno, la crezione e
verso il nulla ci si dirige con la distruzione, l'inerzia, l'assenza, la partenza, la morte, la rinuncia,la fine.
Ulisse dichiarò a Polifemo di chiamarsi
Nessuno diventando una costante di riferimento letterario così come l'aforisma di Lewis Carroll "per vedere il nulla ci vuole un'ottima vista" o "
l'assenza" in
Aspettando Godot, l'
ombra di
Peter Pan ....
Se l'assenza, le ombre i buchi alludono più o meno indirettamente all'assenza, la
sua r
ealizzazione letterale è i
l silenzio tanto caro ai mistici di ogni tempo: da Lao Tze (
chi sa non parla, chi parla non sa) a Wittgenstein (
su ciò di cui non si può parlare, bisogna tacere).
In
musica il silenzio è fontamentale:
ogni spartito contiene delle pause. Il ruolo
della pausa musicale è preso nella
pittura dalle
porzioni di colore di fondo del foglio o della tela su cui si dipinge, e analoghi al silenzio sono
alcuni quadri incolori con buchi o tagli che rappresentano il vuoto.
Nella
matematica moderna ci sono due versioni del
nulla: la prima e la più ovvia è
lo zero (gli indiani lo indicavano con un
puntino chiamato
sunya che significa "
vuoto" . L'altra versione matematica del nulla è l
'insieme vuoto, che non contiene nessun elemento. E come l
'aritmetica è costruita a partire dallo zero, così
la teoria degli insiemi, e dunque l'intera matematica moderna che su di essa si basa,
è costruita a partire dall'insieme vuoto. Essa si riduce così a un edificio di pure forme, che si dissolve in ultima analisi nel nulla.
Si rimane con niente in mano se si cerca l'essenza di una cipolla pelandola o del carciofo sfogliandolo.
(da il Matematico impertinente di Piergiorgio Odifreddi)