venerdì, 30 giugno 2006
"Si addice al tuo giorno il giallo e questo folto di petali, quasi metafora di un tempo che ti si apre. Tante le opportunità, le piste, le suggestioni. Altrettanta la sapienza per scegliere. Carissima sono tanto felice per te e ti auguro con affetto serenità, dolcezze e nuove realizzazioni. Un abbraccio e un arrivederci"
Per queste tue parole voglio proprio ringraziarti cara Laurè in questo mio blog.

La Mafalda Spettinata si è ripresa le ali del gabbiano Jonathan Livingstone.
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 30, 2006 21:22 | Permalink | commenti
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giovedì, 29 giugno 2006
Il 28 luglio 2003 uscì sulla rivista The New Yorker un'esilarante gag di Woody Allen sui recenti sviluppi della fisica moderna.
Infatti Woody Allen si sente finalmente sollevato dopo aver scoperto che l'universo ha una spiegazione, e che la scienza ha una risposta per ogni domanda.

Ora sa che il motivo per cui ci mette sempre di più a ritrovare le cose è l'espansione dell'universo. O che se il tempo gli passa più velocemente in barca che a riva, soprattutto se ci va in compagnia di una bella donna, è a causa del rallentamento degli orologi in moto.O che se l'ascensore va sul tetto quando schiaccia il pulsante per il piano terra è perchè "alto" e "basso" sono concetti relativi.
Gli sculettamenti della sua nuova segretaria gli confermano che la materia ha una natura duale, di onda oltre che di particella. L'attrazione del suo campo gravitazionale gli fa immediatamente vibrare le stringhe, e i bosoni dilui vorrebbero annichilirsi contro i gluoni di lei. Non gli dispiacerebbero un bell'effetto tunnel,o una caduta nel suo buco nero, ma il principio di indeterminazione gli impedisce di sapere esattamente dove la signorina si trova e qual'è la sua velocità. Mentre lui le parla, lei si chiude in se stessa come uno spazio di Calabi-Yau, e il tentativo di baciarle i neutrini provoca una rumorosa rottura dello spazio-tempo, nell'imbarazzo generale.
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 29, 2006 22:19 | Permalink | commenti
categoria:la bellezza
mercoledì, 28 giugno 2006

Cammina dolcemente

Tu

che cammini sui miei sogni.

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 28, 2006 15:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati
lunedì, 26 giugno 2006
"I don't wanna grow up" recita Tom Waits, che con la sua voce roca e graffiante canta al mondo il rifiuto di un'età adulta fatta di incertezze, dubbi, prezzi da pagare e cattive notizie da ascoltare alla TV.

"Non voglio crescere", inno alla purezza della gioventù, alle sue contraddizioni e alla sua originalità.

"Forever young" o "Sindrome di Peter Pan" che non esiste solo nelle favole e nelle canzoni ma interesse sempre più persone che non vogliono crescere.

Immaturi stagionati, flessibili, adattamento all'instabilità della vita, la cosidetta "età della ragione" arriva sempre più in là nel tempo e la giovinezza non è più una prerogativa dei veri giovani....
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 26, 2006 20:27 | Permalink | commenti
categoria:affrescando
lunedì, 26 giugno 2006

.. facendomi guardare un muro, dice: "Gli uomini possono tracciare una forma su di una parete ma non sono in grado di infonderle spirito e anima ..."

Lo so dove vuol arrivare, convincermi che c'è stato un Creatore che come disegnatore se la cavava piuttosto bene!
In effetti, stupisce quello sbocciare di forme entro altre forme,  diagrammi  sulle forze dell'universo,  anelli concentrici,  castelli di lettere, grappoli di luce, linee che si inarcano come angeli..

"Insomma mi stai parlando di una archittetura divina dei cieli che si riscontra nell'armonia di forme geometriche?" gli chiedo.

E' fatto così vuole convincermi dell'esistenza dell'Essere superiore ..... ma siamo su opposte rive!

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 26, 2006 11:48 | Permalink | commenti
categoria:affrescando
lunedì, 19 giugno 2006
 

Un'attrazione fatale che dura da tre anni e che sta per terminare. E' la storia di un pavone innamorato follemente di una pompa di benzina di Brierly, nell'Inghilterra sudoccidentale. Ebbene, dopo anni passati a fare la ruota e, appunto, pavoneggiarsi davanti al distributore che fa un rumore simile a quello dei richiami delle femmine in amore, le autorità locali, stufi delle sue performance, hanno deciso di catturarlo.

Mister P, questo il nome dello stravante pennuto, tre mesi all'anno, nella stagione degli amori, fugge da casa. La mete, nemmeno a dirlo, è la stazione di servizio dove il pavone corteggia la pompa di benzina che fa un rumore simile a quello delle femmine della specie nella stagione degli amori. Almeno questa è la spiegazione che gli esperti hanno dato all'attrazione fatale del pavone per quella particolare pompa di benzina.

Ma un triste destino attende l'innamorato. Infatti le autorità locali, stufi delle sue performance, hanno deciso di intervenire e di catturarlo. La proprietaria di Mister P, Shirley Horsman, ha raccontato che in primavera, appena spuntano le nuove penne sulla splendida coda, il pavone parte alla conquista. "Si innamora perdutamente - ha detto Shirley - e, ogni volta che qualcuno fa benzina, sembra proprio al settimo cielo". "Certo, commenta, deve essere terribile sentire quel rumore tutto il giorno e non riuscire mai a soddisfare il suo desiderio".

Uno strano amore quello di Mister P, che molto probabilmente va ricercato nei geni della sua famiglia: uno dei suoi fratelli è innamorato di un gatto e un altro di un lampione da giardino. Quando si dice che l'amore è cieco.
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 19, 2006 21:28 | Permalink | commenti
categoria:ritratti, vite
venerdì, 16 giugno 2006

Io, Donna 
Qui per ascoltarti.

Io, Donna
Qui.
Ascolto perchè tu senta la tua voce
come una risonanza limpida
attraverso il mormorio dell'acqua che scorre,
come il soffio che precede il canto,
fino alla fine di ogni parola.

Io, Donna
Qui. 
Spossata al sonno e
con lo spirito schiacciato
sotto il peso di parole morte
che pesano come bare! 

Io, Donna
Qui.
Con la morte del pianto  che sgorga
ascoltando un'unica parola
che voleva dire Amore.

Io, Donna
Qui.
Con addosso l'odore delle pietre arroventate
al sole delle stagioni, 
il mio silenzio nelle spine del gelso selvatico,
e il colore e l'odore di quei luoghi
che fu l'Amore
di tutto ciò che mi aspettava.

Eppure, se esiste solamente
il silenzio di ciò che tace,
non v'è un gesto che non sia
una luce per il ricordo.

Io, Donna.

 

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 16, 2006 14:15 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
venerdì, 16 giugno 2006

.. fu lo spavento

di quell'assenza

che mi preparò..

Maledetta memoria!

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 16, 2006 11:54 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
venerdì, 16 giugno 2006
guardate cosa ho trovato QUI
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 16, 2006 11:28 | Permalink | commenti
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mercoledì, 14 giugno 2006

Sono solo briciole, tante piccole briciole
che possono fare un piccolo o grande pane.

Pezzetti di fragranze diverse
amalgamate insieme

con nuovi profumi e nuovi sapori
per un palato assai raffinato.

Ed era Amore.
Un altro Amore sprecato!

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 14, 2006 15:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie
mercoledì, 14 giugno 2006
Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice.
Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d'amore.
Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.
Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.
La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l'ora di entrata e di uscita e preparò pure dei bellissimi report.
Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.
E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.
Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.
Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.
Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c'era da fare.
Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
L'incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area - chiaro ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet.
Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell'impresa precedente), che l'aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile. "Dovremo commissionare uno studio sull'ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala.
Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l'unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.
E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione.

Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: "C'è troppa gente in questo ufficio." E così il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.

Morale:

Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice. E' preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.
Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno.
Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.
Pero', se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.
 
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 14, 2006 11:28 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
lunedì, 12 giugno 2006
Per Giulia che teme i ..........debiti!!!
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 12, 2006 22:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri spettinati
lunedì, 12 giugno 2006
Mai come ora il tempo mi sembrò così eterno:
un attimo e fu sempre.

Non volli più tornare al mio tempo
l'avevo lasciato dietro le spalle;

fisso è lo guardo in questo inizio di notte
dove anche la stella polare ha smesso la sua rotta.

Non pongo dubbi del vivere
in un sottobosco d'umori e voglie.

Ne sono conscia
adoro le albe e i tramonti.
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 12, 2006 21:11 | Permalink | commenti
categoria:poesie
lunedì, 12 giugno 2006

Non vi auguro un dono qualsiasi,
vi auguro quello che i più non hanno.
Vi auguro tempo per divertirvi e per ridere;
se lo impiegherete bene, potrete ricavarne qualcosa.
Vi auguro tempo per il vostro Fare e il vostro Pensare,
non solo per voi stessi, ma anche per donarlo agli altri.

Vi auguro tempo, non per affrettarvi e correre,
ma tempo per essere contenti.
Vi auguro tempo, non solo per trascorerlo,
Vi auguro tempo perchè ve ne resti:
tempo per stupirvi
e tempo per fidarvi
senza guardarlo all'orologio.

Vi auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere e maturare.
Vi auguro tempo per sperare e per amare
senza mai rimandare.

Vi auguro tempo per ritrovare voi stessi,
per vivere ogni giorno, gni ora come un dono.
Vi auguro tempo anche per perdonare.

Vi auguro si avere tempo.
Tempo per la Vita.

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 12, 2006 16:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
sabato, 10 giugno 2006
Dal nulla si fugge con il principio, la nascita, l'arrivo, la presenza, l'azione, l'impegno, la crezione e verso il nulla ci si dirige con la distruzione, l'inerzia, l'assenza, la partenza, la morte, la rinuncia,la fine.

Ulisse dichiarò a Polifemo di chiamarsi Nessuno diventando una costante di riferimento letterario così come l'aforisma di Lewis Carroll "per vedere il nulla ci vuole un'ottima vista" o "l'assenza" in Aspettando Godot, l'ombra di Peter Pan ....
Se l'assenza, le ombre i buchi alludono più o meno indirettamente all'assenza, la sua realizzazione letterale è il silenzio tanto caro ai mistici di ogni tempo: da Lao Tze (chi sa non parla, chi parla non sa) a Wittgenstein (su ciò di cui non si può parlare, bisogna tacere).
In musica il silenzio è fontamentale: ogni spartito contiene delle pause. Il ruolo della pausa musicale è preso nella pittura dalle porzioni di colore di fondo del foglio o della tela su cui si dipinge, e analoghi al silenzio sono alcuni quadri incolori con buchi o tagli che rappresentano il vuoto.
Nella matematica moderna ci sono due versioni del nulla: la prima e la più ovvia è lo zero (gli indiani lo indicavano con un puntino chiamato sunya che significa "vuoto" . L'altra versione matematica del nulla è l'insieme vuoto, che non contiene nessun elemento. E come l'aritmetica è costruita a partire dallo zero, così la teoria degli insiemi, e dunque l'intera matematica moderna che su di essa si basa, è costruita a partire dall'insieme vuoto. Essa si riduce così a un edificio di pure forme, che si dissolve in ultima analisi nel nulla.
Si rimane con niente in mano se si cerca l'essenza di una cipolla pelandola o del carciofo sfogliandolo.

(da il Matematico impertinente di Piergiorgio Odifreddi)
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 10, 2006 08:29 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
mercoledì, 07 giugno 2006

Acque sulfuree? Forse
Sole d'estate? Poco
Relax assoluto?Ci potrebbe stare
Chi cerca in mia assenza di rubarmi il nome?

 

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 07, 2006 20:21 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
giovedì, 01 giugno 2006

E' nata una nuova rivista di letteratura e immagini, distribuita gratuitamente in rete: I Monologhi della varecchina.  La rivista si può scaricare QUI ( da Vibrisse, il bolletino di scrittura e letture curato da Giulio Mozzi). Ideatrice e curatrice del progetto e Silvana Rigobon. Le narrazioni del numero zero sono di:

Manuela Ardingo: Il parto delle nuvole pensanti
Alice Avallone: Pendolari in scala di grigio
Antonella Cicogna: Inconvenienti tecnici
Antonella Cilento:
Teatris
Babsi Jones: In quella luce
Loredana Lipperini: Nel frattempo
Laura Pugno:
Reality
Chiara Reali: Stanza centodieci
Silvana Rigobon: Il monologo della varecchina
Stefania Scateni: Chi ha svaligiato la banca del tempo?
Nadia Zorzin: Oggi lavoro

Ammiro molto Silvana per la sua tenacia e la sua forza.

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 01, 2006 14:58 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
giovedì, 01 giugno 2006

Due ragazze  diciottenni Laura VanRyn e Whitney Cerak coinvolte in un incidente. Una perde la vita, l'altra viene ricoverata in condizioni gravissime in ospedale. Il volto è sfigurato, pieno di gonfiori e ossa rotte. Ad assisterla, per un equivoco, i genitori "sbagliati" che per un mese su un blog raccontavano i progressi fatti giorno per giorno. 

Mercoledi proprio sul web, la madre e il padre di Laura rivelano l'incredinile scambio di persona: "Siamo addolorati, abbiamo scoperto che la ragazza di cui ci siamo presi cura per tutto questo tempo non è nostra figlia, ma una sua compagna di Università che credevamo morta".

postato da: SPETTINATA alle ore giugno 01, 2006 14:05 | Permalink | commenti
categoria:affrescando