giovedì, 30 novembre 2006
Il tempo dei miracoli è passato.

Dietro gli angoli sono sprofondati
i soli di lampade ad arco.
Imprecisi vanno gli orologi,
che ci spaventano con il loro tocco,
e nel crepuscoli i gatti sono tornati  grigi-

L'ora della sera scocca per mercanti ed eroi.

Come questo verso si blocca il cuore,
e l'urlo muore.

I segni sul muro e le scie degli uccelli annunciano:
la giovinezza se ne è andata.

Il tempo dei miracoli è passato.

Le ferite delle parole oggi sanguinano ancora all'interno.

Il tempo dei miracoli è svanito.

Gli anni sono perduti.

(Stephan Hermlin)
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 30, 2006 16:20 | Permalink | commenti
categoria:poesie
martedì, 28 novembre 2006
Dice: " ho telefonato a questo numero ed ho preso un appuntamento ......mi accompagni?" e intanto mi allunga questa lettera:

Centro Produzione Televisivo
Campagna nazionale volti nuoviper spettacolo -moda - pubblicità -comunicazione -immagine.
"PROVINO TELEVISIVO"

Egregio Signore, stiamo svolgendo una selezione al fine di individuare giovani interessati ad operare nel settore delle Sfilate di Moda, Servizi Fotografici, Spot Pubblicitari, Conduttore e Presentatore TV.
A tal fine Ti invitiamo ad un provino/casting gratuito,presso gli studi televisivi di una nota emittente o agenzia di moda della tua zona, per verificare i tuoi requisiti fisici telegenici ed attitudinali e ricevere una valutazione delle Tue potenzialità di successo da partedi un team di esperti.

Per parteciparvi è indispensabile fissare un appuntamento telefonando, dalle ore .... alle ore.....entro 5 giorni dal ricevimento della presente al :
Numero Verde
.....................

Ufficio Selezione Casting

Il fatto è che l'hanno mandato  a mio padre che ha 90 anni, non è tutto a posto ...... e ci vuole andare perchè dice che "l'età non conta".
 
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 28, 2006 19:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:affrescando
martedì, 28 novembre 2006
Caro Babbo Natale, 

dacci una mano a trovare una donna disponibile a svolgere l’incarico di assessora nel comune di ...........

I requisiti sono:

-     sesso femminile ma non del genere “forte”; il cosiddetto femminile depotenziato, cioè quello che non mette problemi;

-     cultura alta ma non esplicita. Deve essere colta ma non si deve vedere troppo, non deve parlare benissimo, non deve fare citazioni, non deve intervenire nelle riunioni.

-         altezza: almeno dieci centimetri in meno degli assessori

-         mansionario: è richiesta duttilità e flessibilità (soprattutto per gli orari delle sedute)

Scusa quest’aria un po’ scanzonata ma visto che questa amministrazione ha compiuto la scelta forte di considerare “la differenza di genere come fattore di evoluzione della società”, guarda dentro il tuo sacco e dacci l’assessora.

Grazie
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 28, 2006 18:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:ritratti, sassi parlanti
martedì, 21 novembre 2006
"La pigrizia arresta il progresso nella
pratica spirituale.
Si può venire ingannati
da tre tipi di pigrizia:
quella dell'indolenza, che è il desiderio
di procrastinare;
quella dell'inferiorità che consiste nel
dubitare delle proprie capacità;
infine quella radicata nell'attaccamento
alle azioni negative o nell'investire grandi
forzi in azioni non virtuose"
(Sua Santità il Dalai Lama)
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 21, 2006 11:16 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 21 novembre 2006


Nella società italiana sono ritornate le cortigiane e i cicisbei!
Categorie antiche, da tempo immemore hanno il loro habitat nei luoghi del potere, se dalla sorte o dal loro ufficio relegati in una posizione periferica, pian piano, grazie all'uso sapiente delle loro arti, con moto centripeto si avvicinano strisciando a chi staziona sul più alto gradino della scala gerarchica.
In genere privi di qualsivoglia talento originale, consapevoli della loro condizione, si affidano alla piaggeria ed all'adulazione; la cortigiana, in genere, nel suo agire risulta più scientifica, del suo obbiettivo ne studia le passioni e le deficienze e di queste ne fa il suo cavallo di Troia (uso alquanto appropiato della metafora), e così se davanti si troverà un uomo gretto di rimando sarà gretta anche lei, se invece sarà un uomo sensibile si sforzerà di palesare il suo amore innato per sonetti e la sua indole romantica, infine se l'uomo in questione è un giusto, un uomo che si illude di seguire una morale, una persona c.d. etica, e allora, furbamente, la cortigiana si mostrerà sofferente per le ingiustizie del mondo, vittima degli strali della vita e quindi bisognosa di una protezione che solo chi è in grado di innalzarsi dalle miserie del quotidiano potrà assicurarle e così, il malcapitato, abboccherà al suo gioco per dimostrare qualcosa a sè stesso.
La cortigiana può essere anche un pò puttana, il cicisbeo no.
Damerino e vagheggino, un pò efebico, vive di forma e zero sostanza, indolente e pigro, incapace nelle sue mansioni, refrattario alla fatica è capace di lunghi appostamenti, noiosissime chiaccherate a con chi vive nelle grazie del potente, aspira a un ruolo di facciata che lo sollevi dalla sterile miseria, che gli procuri danari e, cosa più importante, l'attenzione di novelli cicisbei.





postato da: SPETTINATA alle ore novembre 21, 2006 11:14 | Permalink | commenti
categoria:affrescando
sabato, 18 novembre 2006
A trentanni di distanza dalle prime ricerche condotte a Vancouver dal compositore teorico R. Murray Schafer, lo studio del paesaggio sonoro ha al suo attivo un notevole corpus di elaborazioni teoriche ed idagini sul campo e, ora, vi partecipano esponenti di svariati camp scientifici e artistici (musicisti, architetti, sociologhi, ecc)

- Cosa possono dirci i suoni della vita quotidiana degli aspetti sociali, economici e culturali di una comunità?
- Quali fenomeni sociali, economici e culturali incidono particolarmente, in positivo e in negativo, sull'ambiente acustico di un insediamento?

Il rumore fa parte del nostro paesaggio quotidiano, così che, salvo in rari luoghi del pianeta, come le vette delle montagne, non è possibile guardare un paesaggio senza includervi i rumori di fondo.

Prima della rivoluzione industriale i rumori erano sonori e brillanti, come quello del martello usato dall'uomo o il suono della pietra levigata e scheggiata, i carri sul selciato, erano rumori percepiti come un suono forte ma accettato.
Sono invece i materiali moderni, come l'asfalto e il cemento, a produrre suoni fastidiosi: piatti e uniformi.

Se in questo istante il vostro orecchio cerca di percepire i rumori della città in cui vivete, al di là del doppio vetro della finestra (dietro a cui avete costruito il vostro silenzio casalingo, solo a tratti interrotto dal ronzio del frigorifero e dell'aspirapolvere, dall'accelerazione della lavatrice, dal flusso sincrono della lavastoviglie, o dal vorticoso circoare del riproduttore di cd) coglierà i suoni che interrompono l brusio del fondo della città: clacson sirene degli allarmi, autoambulanze, motorini che accelerano, la frenata di un'automobile: tutti i possibili e acuti suoni, ma non il grigio rumore che non udiamo più e che è invece il fondo sonoro delle metropoli occidentali.

Non ci resta che l'accettazione o la nostalgia!
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 18, 2006 06:31 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
domenica, 12 novembre 2006
Shalom. Sono nato in Israele.
Sono uno scrittore, ho scritto per adulti e ragazzi, anche per bambini». Ed è per i ragazzi, come lo sono i suoi Uri, Yonatan e Ruti («ho tre figli», dice, e continua a usare il presente anche se «uno l'abbiamo perso in Libano quest'estate»), che David Grossman esce per la prima volta dalla reclusione del silenzio, che si spinge oltre il muro del dolore privato, alzato quando il tank del figlio Uri saltò in aria in un villaggio libanese. Era il 14 agosto, 24 ore alla tregua, quando «la vita si è fermata» e «noi, la nostra famiglia abbiamo perso la guerra».

Il suo discorso commemorativo in ricordo di Ytzhak Rabin a Tel Aviv il 5 novembre 2006 si può leggere QUI
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 12, 2006 20:06 | Permalink | commenti
categoria:vite
domenica, 12 novembre 2006
LA VITA E' TEATRO MA NON SONO AMMESSE LEPROVE
(Checov)
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 12, 2006 19:48 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati, x me
domenica, 12 novembre 2006


Vola alta, parola, cresci in profondità,

tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacchè talvolta lo puoi – sogno che la cosa esclami
nel buio della mente –
però non separarti
da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza…
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 12, 2006 15:49 | Permalink | commenti
categoria:poesie, vite
domenica, 12 novembre 2006

LA VITA NON SI MISURA DA QUANTI RESPIRI FACCIO,
MA DAI TANTI MOMENTI CHE MI HANNO TOLTO
O MI TOGLIERANNO
IL RESPIRO!
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 12, 2006 15:44 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati, x me
domenica, 12 novembre 2006
La maggior parte delle persone mature o anziane smettono di preoccuparsi o di soffrire al pensiero di dover morire, avendone accettata l'ineluttabilità.
E' un'osservazione che mi da sollievo, poichè potrebbe accadermi di diventare anziana anch'io.
Ma mi da anche da pensare. La morte è la morte a qualsiasi età.
Quando qualcuno muore,non esiste più. O qualcosa esiste o non esiste. "Non esistere più"non è una categoria di esistenza. Si definisce morta una persona  della quale si percepiscono tracce di memoria nella nostra mente.Se queste tracce non ci sono o svaniscono, quella persona non è morta, per noi. Semplicemente, essa non è. Non esiste, nè è mai esistita, nè esisterà mai.
Ricordo che da bambina ebbi, in varie occasioni, una coscienza intensissima,muta, senza parole, di ciòche lamorte significasse, e si trattava di un concetto inesprimibile e terrificante.
Mi è assai difficile (ma non impossibile), da adulta, ritrovare la stessa agghiacciante consapevolezza. Ho in mente troppe metafore circa la morte (pace eterna, meritato riposo, trovare la propria quiete ...) che dandomi l'illusione di meglio capirla in realtà mi allontanano dalla comprensione di ciò che essa sia.
L'argomento preferito della maggior parte degli ultraottantenni sono le ultime notizie sul fronte della morte. Parlano tra loro di chi siaappenamorto e di chi stia per morire. Oggi ci siamo,domani chissà. Tutto ciò con grande calma e normalità,come si parlasse di un prossimo viaggio!


e adesso musica con:

Le danze slave di Antonin Dvorak
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 12, 2006 15:20 | Permalink | commenti
categoria:affrescando
venerdì, 10 novembre 2006
L'inverno è lungo, freddo e con poca luce.
Arriva l'influenza, il Natale, i parenti, i regali, le cene "necessariamente" festose.
D'inverno serve un uomo,un fidanzato,  per non sentirsi spaiate a queste feste, per guardare qualche film in dvd, per andare in montagna a sciare o meglio ancora per volare verso il "caldo" e tuffarsi in un mare turchese e smeraldo.
D'inverno va bene tutto,anche un uomo qualunque,come questo ....

postato da: SPETTINATA alle ore novembre 10, 2006 20:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati
venerdì, 10 novembre 2006
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 10, 2006 20:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:clips
giovedì, 02 novembre 2006
Il destino normale delle nuove idee è di cominciare come eresie e di finire come superstizioni.
(TH.H. HUXLEY)
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 02, 2006 22:52 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
giovedì, 02 novembre 2006

So che non vivrò per sempre.
La mia vita non è infinita, bensì finita.
Essa ha dei limiti.
Il limite al quale penso sempre è quello che chiamo Morte.
Dopo tale limite, io non ci sarò.
Ma c'è un altro limite in direzione opposta e cioè la Nascita.
Morte e nascita in realtà non esistono, sono concetti che non hanno senso.
Per alcuni la vita umana inizia all'atto del concepimento, per altri ciò avviene dopo ben nove mesi dopo.
Anche per la morte vi sono alcune dispute:alcuni sono convinti che la morte sia in realtà l'inizio di una nuova vita più bella (e allora perchè non cercare di morire in fretta?), altri dicono che la morte non esiste perchè quando ci siamo noi, lei non c'è, e quando c'è lei, non ci siamo più noi.
"Nascere è bello. Morire è brutto".  Entrambi i concetti sono confini della vita in egual misura. L'unica differenza è che la nascita non mi può più succedere, mentre la morte mi succederà.
Questa è la conseguenza del fatto che ricordo il passato, ma non il futuro.
Ovvio?
Se tutto ciò che esiste fosse racchiuso dentro un libro, ovviamente esisterebbe tutto contemporaneamente.
Quando leggiamo un libro ci pare che il tempo scorra, ma se leggiamo dieci volte di seguito un capitolo, quel capitolo è come nascesse dieci volte.
E così quando arriviamo alla fine possiamo agilmente tornare indietro di qualche pagina ed ecco che di nuovo si vive, pur essendo già morti nel futuro del libro.
Se poi quel libro lo leggiamo venti volte dall'inizio alla fine, per venti volte ci pare che gli avvenimenti in esso contenuti assumino vita e si consumino.
Oppure con un pò di fatica leggiamo il libro al contrario, ecco che dalla morte sorgono i vivi che poi spariscono al momento della nascita e così via, fino all'inizio dove tutto termina.

postato da: SPETTINATA alle ore novembre 02, 2006 22:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:affrescando, x me