mercoledì, 31 gennaio 2007
ma chi l'avrebbe detto?
Brava, Veronica!
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 31, 2007 07:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:vite, sassi parlanti
domenica, 28 gennaio 2007
La "regina madre" delle scene anglosassoni, Vanessa Redgrave, dopodomani compirà 70 anni.
Dal 6 marzo calcherà le scene del Booth Theatre di Broadway  recitando "l'evento teatrale dell'anno", un  monologo tratto dal romanzo di Joan Didion "The Year of  Magical Thinking" (l'anno del pensiero magico).

Vanessa, la Pasionaria
Joan, l'Emozione
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 28, 2007 16:40 | Permalink | commenti
categoria:la bellezza, vite
venerdì, 26 gennaio 2007
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 26, 2007 21:31 | Permalink | commenti
categoria:la bellezza
venerdì, 26 gennaio 2007
Verso uno

Faccia a terra e ali spezzate, ali rotte e strappate, abbattuto
da tutto un mondo di lotte armate, un'altra
tra le tante vite sotterrate e addormentate in questo
lungo sogno di una notte di mezz'estate, uomo
non so volare ma devo provarci qua cerco
angeli ma vedo solo marci e non posso starci
tutti i miei sforzi di uscire e di riuscire
in un contesto ostile, ma non mi riescono a capire sono
solo, tra fallimenti e corse all'oro
e vai al lavoro e intanto sogni il volo, dimmi se
tutto è andato come pensavi te o se
non piangi perchè non hai più neanche le lacrime, la vita non è
facile? uomo la vita uccide, puoi leggerlo
negli occhi di un marcio anche quando ride, è scritto
sul braccio nello spazio tra le ferite e incide una
pelle che sta tra smanie omicide e uomini dinamite,
ora io posso continuare a cercare di illudermi
che non sia soltanto un tirare a trovare degli utili
ma fa male, ormai mi conosco,è qua a
terra il mio posto, uomo un marcio non sa volare

ritornello

ma ti giuro che una volta ci sono stato in alto
troppo lontano per poterci tornare, c'era
un marcio che mi sembrava un angelo bianco
al mio fianco e mi stava accanto tra le stelle e il mare
guardavo il mondo girare senza nessun rimpianto
c'era soltanto nuova terra da coltivare
un solo popolo una sola anima e nient'altro
e uomo sapevo di sognare, un marcio non sa volare


verso due:

e ogni giorno fa più male, credimi
oggi cavalco un animale senza redini, tra pensare
a mangiare e poi pagare i debiti, ma gente fatemi
volare oppure uccidetemi, non tenetemi
così, tra sp e nero, giro fumato per
la mia città e mi sento straniero, uomo portami
via da qua, non siamo vivi qua, siamo
cattivi perchè siamo in cattività, mi sveglio
depresso e odio me stesso, mi guardo
allo specchio e odio il fottuto riflesso, perchè cresco
senza una famiglia da amare, ho solo bisogno
di gridare quanto mi manca qualcuno da abbracciare
posso sognare di modelle e interviste
con la mia faccia sopra tutte le riviste,andiamo
cos'è che cerchi? un pezzo di paradiso? anche per mezzo
paradiso non avresti i cancelli aperti, un marcio non sa volare

ritornello

ma ti giuro che una volta ci sono stato in alto
troppo lontano per poterci tornare, c'era
un marcio che mi sembrava un angelo bianco
al mio fianco e mi stava accanto tra le stelle e il mare
guardavo il mondo girare senza nessun rimpianto
c'era soltanto nuova terra da coltivare
un solo popolo una sola anima e nient'altro
e uomo sapevo di sognare, un marcio non sa volare


verso tre:

e ancora
mi sento figlio di un popolo che è da poco
e so che sceglie la terra perchè è più comodo, uomo
è la razza umana come al solito pazza e puttana
la gente ammazza e cambia faccia per la grana, sette su sette
ogni settimana non la scordi, ormai lo sappiamo
non ci alziamo per il peso dei soldi
questi ingordi che non siamo altro, con tanto di quell'afghano
nei corpi che ci fottiamo i ricordi, e tu ancora
sopporti, è da pazzi uomo avere scazzi
da alienarsi e ritrovarsi solo, ma frà si sa chi sono
e allora cazzi loro, vedrai i falsi giù a
terra a guardarsi mentre ti alzi in volo
se c'è un premio non ha intarsi d'oro, è solo riuscire a
amare davvero e poi nient'altro, ora sto a guardare
un posto più in alto dove andare, continuo a
provare anche se tutti mi dicono che un marcio non sa volare

ritornello

ma ti giuro che una volta ci sono stato in alto
troppo lontano per poterci tornare, c'era
un marcio che mi sembrava un angelo bianco
al mio fianco e mi stava accanto tra le stelle e il mare
guardavo il mondo girare senza nessun rimpianto
c'era soltanto nuova terra da coltivare
un solo popolo una sola anima e nient'altro
e uomo sapevo di sognare, un marcio non sa volare

postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 26, 2007 21:13 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 gennaio 2007
"Strana la vita. Quando uno è piccolo il tempo non passa mai. Poi, da un giorno all'altro, ti trovi a 50 anni , e l'infanzia o quel che ne resta è una piccola scatola che è pure arrugginita."
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 26, 2007 20:57 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati, x me
giovedì, 25 gennaio 2007
In una atmosfera magica e spirituale, le vicende sentimentali dei personaggi sono legate insieme e l'"isola" diveta un luogo mentale;  è il luogo irraggiungibile dalla quotidiana realtà, è il luogo dove la memoria e lo spirito possono fermarsi indisturbati e ricapitolare quanto la vita reale ha tramato.
Ed è in quel luogo figurato attraverso la tempesta scaturita dalla sete di vendetta che chi è colpevole vive la pura espiazione che lo può portare all'armonia della riconciliazione con chi sceglie di rinunciare all'ira per il perdono.

Ecco cosa ho visto questa sera a teatro:
La Tempesta di William Shakespeare rivisitato da Tato Russo.
Dire che mi è piaciuto è poco: sono stata deliziata.


postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 25, 2007 23:47 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 23 gennaio 2007
Quelli "timidi" hanno la voce bassa.
Gli "empiristi" vanno a braccio.
Gli "scientifici" sono forbiti e devoti al lessico.
I "distratti" perdono il filo.Gli "emotivi" palpitano nel rosso della faccia infuocata.
I "perseguitati" ci guardano un pò di sguincio e con occhi minacciosi.
I "meditabondi" hanno le labbra ingessate.
Varietà di parole. Messaggi.
Ogni giorno nelle city, milioni di persone, tra ascensori e climi disinfettati, nelle sale-riunioni imbalsamate si mandano garbatamente a quel paese!
La parola è la farfalla che lieve gira di bocca in bocca, asciuga gli animi, irrora le vene; ondeggia sotto il soffitto e piomba a kamikaze tutta di improvviso.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 23, 2007 17:49 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
lunedì, 22 gennaio 2007
Quando nel vento s'ode un ruggito forte e tempestoso viene il dilemma, allora, soltanto  allora si potrà scegliere tra lanciare un sasso o andarsene via.
Cos'è il giusto?
Il senso comune direbbe "guai a chi molla", ma le sensazioni,le paure, le angosce turbano il sano equilibrio e allora si lascia tutto com'è e ci si arrende all'evidenza di non potercela fare.
E si lascia che la polvere copra l'orma lasciata sulla via della vita, lasciando agli altri il catalogare se una scelta non fatta equivalga ad una mancanza.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 22, 2007 21:27 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti, x me
lunedì, 22 gennaio 2007
Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 22, 2007 20:32 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
lunedì, 22 gennaio 2007
Geisha è la fusione di due kanij che significano "arte" e "persona": significa quindi "persona esperta nelle arti".
La geisha è la donna più affascinante, raffinata e colta di tutto il Giappone.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 22, 2007 19:47 | Permalink | commenti
categoria:la bellezza, x me
domenica, 21 gennaio 2007
    ..... e fu in quel preciso istante che capii: "dovevo vivere in questo mondo, dovevo resistergli, sopportarlo, attraversarlo". Dovevo guardarlo in faccia questo mondo, provare a capirlo e buttarmi nella mischia.

Dovevo rischiare.Dovevo cogliere l'occasione.

Mi sono anche chiesta perchè avrei dovuto darmi tanto da fare,  ma in fin dei conti vivere in una tomba ben riparata dove nessuno ti abbracciava, nessuno cantava o scriveva o discuteva quando, qui nel mondo,  c'era così tanto da fare, da vedere, da sentire, da assaggiare, da annusare, da toccare.
Tutto andava fatto,  finchè potevo.
Ma fino a che punto potevo farlo? Fin dove potevo cogliere l'occasione?
Tutto era un'occasione, anche un lutto vero o metaforico che fosse.
Niente consolazione dalla filosofia, nè dalla religione ..... ma dalla vita. Questa vita.

...... e fu in quel preciso momento quando la mia anima era in preda alla confusione del dolore, all' illusione degli incantesimi, alla forza deragliante dei ricordi, che capii
" quanto valeva la pena di vivere  davvero,   perchè  la ragione della vita è la vita".
 
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 21, 2007 18:26 | Permalink | commenti (1)
categoria:affrescando, x me
sabato, 20 gennaio 2007
Sarà il mio regno, un cantiere ai confini del mondo o in questa città, fa lo stesso.
Un castello senza torri, cinquanta metri arroccati verso il cielo da far invidia a qualunque marinaio metropolitano.
I confini sono le pareti, senza confinanti e lo sguardo si perde in un cielo aperto verso ovest ,dietro a quelle  montagne.
Nella terra di mezzo ci sono solo alberi e case più basse. Non c'è rumore anche se impazza la città. Intimo e libero: davvero uno spettacolo!
Questo faro metropolitano sarà il mio  paradiso perduto e solitario.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 20, 2007 18:15 | Permalink | commenti (1)
categoria:affrescando, x me
venerdì, 19 gennaio 2007
Il drone non prova emozioni.
E' una specie di robot, un aereo in grado di viaggiare senza pilota e passeggeri. E' un killer perfetto.
Non è un granché come tecnologia il drone. Perfino gli Hezbollah ne hanno alcuni. Ma i primi droni erano tutt'altro. I primi droni anzi erano una specie di suicidi, di piattelli da tiro a volo. Si lanciavano in aria per poi farsi colpire nelle esercitazioni dei bombardieri con i missili aria-aria.
Un po' come quando, nei film western, i cowboy lanciano una moneta in aria e si divertono a colpirla al volo. I vecchi droni facevano la parte delle monetine.
In inglese -ovviamente è un anglismo- drone vuol dire fuco, l'ozioso maschio dell'ape. Ozioso e perfino indifeso, già che non ha il pungiglione.
Dev'esserci stato un cambiamento grave in questo pianeta, una manipolazione genetica che ha trasformato il fuco, il drone, in un'altra cosa. Gli è cresciuto il pungiglione. Ed il drone non è più il piattello da colpire ma è lui a cercare i piattelli per abbatterli inesorabilmente. E' diventato un'arma offensiva il drone. Un po' come il popolo ebraico che giustamente stanco di essere vittima rischia sempre più spesso di non essere altro che un carnefice. Da vittima designata a vendicatore, il drone continua a non provare emozioni.
Ed  così che,senza emozioni, colpisce convogli di civili in fuga dal sud del Libano scortati dai caschi blu dell'ONU o forse colpisce il Pentagono per iniziare una guerra in Irak.
Colpisce, uccide e ritorna sano e salvo da dove è partito.

postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 19, 2007 16:19 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti, affrescando
giovedì, 18 gennaio 2007
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 18, 2007 22:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:zazie
giovedì, 18 gennaio 2007
Il coaching è il processo attraverso il quale si aiutano gli altri a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità. Questo processo comporta l'espressione piena della forza delle persone  che vengono aiutate ad aggirare i propri limiti e le  proprie barriere perchè possano dare il meglio di sè.
Affinchè il coaching sia davvero efficace, è necessario che si focalizzi con uguale intenstà sia sulle attività da svolgere che sugli aspetti relazionali.
Le metodologie del coaching sono "orientate al risultato", piuttosto che "centrate sul problema". Tendono ad essere fortemente "centrate sulla soluzione", ad incentivare lo sviluppo di nuove strategie di pensiero e di azione nel presente, piuttosto che a risolvere problemi e conflitti del passato.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 18, 2007 16:23 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
giovedì, 18 gennaio 2007
Come te la stai cavando in mezzo a questo uragano?
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 18, 2007 15:56 | Permalink | commenti (1)
categoria:zazie
lunedì, 15 gennaio 2007
In fondo la musica cos'è?

Aria.

E allora che torni libera.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 15, 2007 10:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati
domenica, 14 gennaio 2007
in questo momento è la voce di Edith Piaf che riempie la mia Anima.



Non, je ne regrette rien

Non! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien...
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé!

Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !

Balayés les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro ...

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette nen ...
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien ...
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 14, 2007 21:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:la bellezza
sabato, 13 gennaio 2007
Su e giù,
avanti e indietro per quel cortile del condominio
dentro e fuori,
sole e pioggia,
su e giù, giù e su.

E quella "gente", con quei rumori,
quelle voci,quegli strilli,
quei pianti,senza mai scusarsi,
anzi,
sempre a muso duro tutti quanti,
loro e la brutta gente che gli girava per casa,
facce da galera,
su è giù per il cortile,
avanti e indietro,
a tutte le ore,
su è giù.

Matta?
E chi è matta?


Assassina.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 13, 2007 20:04 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
mercoledì, 10 gennaio 2007
Lo stalker è colui o colei che dà la caccia alla sua vittima. Raccoglie indizi sulla sua preda e spesso le spedisce immagini carpite dalla sua vita privata, per dimostrarle che è in grado di controllarla. I suoi metodi consistono nell'impiego di una delle tattiche dell'avvicinamento di soppiatto, nel ricorso a molestie telefoniche, per e-mail o con sms, nell'ingiuriare, nell'aggredire fisicamente la vittima e/o nel danneggiare la sua auto o casa.
Per la vittima si tratta sempre e comunque una guerra di nervi, il cui peso aumenta man mano che lo stalker aumenta la frequenza dei suoi attacchi e mette concretamente in atto le sue minacce.
Nella maggior parte dei casi gli stalker sono persone che hanno già avutocontatto con la vittima, vuoi per una precedente relazione o perchè le loro avances sono state frustrate, vuoi semplice conoscenza.
Lo stalker non necessariamente è maldisposto nei confronti della prescelta. Sicuramente ha una visione distorta della realtà: dichiarano che la vittima sarebbe loro destinata, oppure credono di dover provvedere alla stessa,o all'appagamento dei suoi bisogni e felicità, oppure sostengono di aver subito un torto da quella persona; solo nei casi più rari di voler provare l'ebbrezza del potere e del controllo sulla vittima.
Come difendersi?
Dire, una sola volta e inequivocabilmente che non si desidera alcun contatto con lui/lei, e da qual momento ingorarlo/a completamente perchè ogni altra reazione lo motiverebbe ulteriormente; crearsi una barriera protettiva, informando familiari e colleghi di tuttociò che sta accadendo; conservare tutto quello che lo stalker manda, perchè possa essere utilizzato come prova; attivare un'altra linea in caso di molestie telefoniche e collegarvi una segreteria telefonica; sporgere denuncia alla polizia; procurarsi dei testimoni.
In media lo stalker protrae la sua condotta per ventotto mesi provocando, nella vittima come nei suoi familiari, una situazione di costante ansia, attacchi di panico e disturbi del sonno.
La legislazione italiana è in ritardo anche su questo rispetto ad altri paesi europei.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 10, 2007 21:34 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti, affrescando, x me