mercoledì, 28 febbraio 2007
"Non sono capace di capirli? Noi, genitori, insegnanti, psicologi e tutti gli altri, non siamo capaci di ascoltarli, questi benedetti ragazzi? ma che succede a questi ragazzi: hanno tutto. L'avessi avuto iooooo ....ecc. ecc." Ah, quante volte si sentono queste frasi!
Ci ho pensato, arrivando alla conclusione che manca il GIUSTO  VALORE.
Negli ultimi anni,in coincidenza con un neoliberismo di tipo culturale,  abbiamo costruito un mondo per i nostri figli dove il valore sta in quello che fai. Non è un dettaglio da poco, e non è vero che è sempre stato così. Le famiglie, la scuola,le competizioni sportive, sono costruite attraverso l'idea di valore. E non l'idea di  valore per la totalità di quello che sei, ma applicato soltanto a quello che dovresti saper fare.
Già alle elementari scatta un meccanismo di tipo competitivo. Si gioca a calcio per essere convocati alla partita della domenica, non per il piacere di giocare,si va a scuola per essere i più bravi, non per il piacere di imparare e di stare assieme.
Insomma passa il messaggio che - se non sai reggere alla richiesta di prestazioni, non sei nulla-. ll fallimento, l'incapacità di rispondere in modo efficace a queste prestazioni, porta a un  vero e proprio fallimento identitario.
Secondo me, si crea una specie di vuoto educativo e formativo.  Le famiglie tendono da un lato a richiedere risultati e prestazioni ai propri figli ma dall'altro li giustificano di continuo e a proteggerli nel caso in cui questi risultati non vengano. Per cui si crea un paradosso abbastanza strano,dove i ragazzi più giovani vivono spesso una situazione di frustrazione all'esterno e di protezione all'interno della famiglia. Senza una via di mezzo, senza un equilibrio che li possa far maturare.
E quindi bisognerebbe scindere l'dentità di valore: quello che conta è quello che si è, piuttosto che quello che si fa o si ha.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 28, 2007 08:54 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
martedì, 27 febbraio 2007
Da appendere dove vi pare!
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 27, 2007 18:16 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
martedì, 27 febbraio 2007
Masud Khan scriveva "la vita è come un campo lasciato a maggese". Che cos'è il maggese? E'una tecnica agronomica ormai non più in uso, che prevede di lasciare il campo incolto per un anno,in balìa degli elementi,perchè il terreno si rigeneri. Come per paradosso, il terreno, abbandonato a sè stesso, non seminato, insomma trattatocomeuna cosa morta, accumula acqua, rigenera la flora batterica e tornapiù produttivo. Khan sostiene che la nostra vita di tanto in tanto deve poter incontrare questa dimensione, di "maggese", che lui definisce per ossimoro "di ozio creativo". A metà saggio, Khan però fa una puntualizzazione importante. Dichiara la suaorigine indiana e dice che non si sente affatto in sintonia con tutte quelle pratiche che mirano alla purificazione interiore. Nongli interessano perchè sono pratiche nichilistiche.La pratica del maggese ha bisogno di una comunità di riferimento che non abbandoni la persona quando è a riposo, e le sappia riprendere quando torna dal maggese. Un pò come i contadini facendo ruotare i terreni. In pratica: come in un rito di passaggio.

postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 27, 2007 07:59 | Permalink | commenti
categoria:mi ricordo, sassi parlanti
domenica, 25 febbraio 2007


Il disertore
Versione italiana di Ivano Fossati
basata sulla traduzione di Giorgio Calabrese
de "Le deserteur" di Boris Vian e Harold Berg

 


In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l'ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Ma mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand'ero in prigionia
qualcuno m'ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.





postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 25, 2007 08:54 | Permalink | commenti
categoria:poesie, x me
domenica, 25 febbraio 2007
C'è un tempo in cui le cose accadono e c'è un tempo in cui, nel ricordo ma non soltanto in esso, le cose accadute diventano lo specchio di quel che siamo.
Se questi due diversi momenti fossero uno il risultato dell'altro mondo sarebbe molto più semplice di quello che ci appare.
Purtroppo non è così.
Se lo fosse l'immagine riflessa dallo specchio del passato dovrebbe essere nitida e riconoscibile. Invece, spesso ci ritroviamo davanti una creatura deforme, una specie di mostro che per giunta non ci riesce di mettere a fuoco.
Si dirà che le cose accadute non c'entrano niente, che sono soltanto i brutti scherzi della nostra memoria, incapace di ricordare le cose per quel che davvero sono state.
Purtroppo non è così.
La verità è che siamo specchi anche noi, specchi nei quali le cose del passato continuano a esistere,specchi nei quali si riflettono altre persone, perchè anche noi siamo cose accadute ad altre persone.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 25, 2007 08:46 | Permalink | commenti
categoria:affrescando, x me
sabato, 24 febbraio 2007
Di notte in notte, e a tutte le latitudini, gente di ogni età assembla alla svelta allusioni di case, si sdraia sui cartoni, forza edifici abbandonati, cerca riparo sotto qualche lamiera, sceglie un albero per tetto, un marciapiede come giaciglio.
Immense popolazioni di squatter occupano continuamente il pianeta. Ad accoglierli quartieri in macerie, magazzini in disuso, fabbriche dismesse, grovigli di fango e mattoni, paglia e rifiuti. Spazi dove i confini sono piccole creste fatte di terra, contorni per dire:  "questo è tuo, questo è mio". Ingegnerie casuali che sembrano così fragili da crollare giù al primo soffio, come figure costruite con le carte da gioco.
Ma invece resitono.
Resistono,fino a creare delle città ombra:Rochinha, favela di Rio de Janeiro; Kibera, bidonville di Nairobi, Sultanbeyli, alla periferia di Istambul; Squatter Colony, slum di Mumbai ecc.

Resitono e si chiamano squatter.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 24, 2007 19:52 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti
martedì, 20 febbraio 2007
I see trees of green, red roses too
I see 'em bloom for me and you
and I think to myself, what a wonderful world

I see skies of blue,clouds of  white
the bright blessed days, and dark sacred nights
and I think to myself, what a wonderful world

The colors of the rainbow
are so pretty in the sky
it's also on the faces
of people goin' by
I see friends shakin' hands
sayin', "How do you do?"
fairies sayin', "I love you".

I hear babies cry, and I watch' em grow
they'll learn much more than I'll ever know
and I think to myself, what a wonderful world
I think to myself,what a wonderful world
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 20, 2007 17:35 | Permalink | commenti
categoria:x me
sabato, 17 febbraio 2007
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 17, 2007 17:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:vite, sassi parlanti
giovedì, 15 febbraio 2007
.... Nascosi quelle parole
 nella fodera del cappotto

per tirarle  fuori,
come fa un ladro di gioielli,
quando nessuno lo vede.
Non erano sbiadite
erano ancora nel colore del mio sangue.
Quando mi guardai allo specchio
 non era la mia faccia che vedevo,

una volta eri tu e una volta ero io.

Chi era chi?

Voltai le spalle contro il giorno
non avevo bisogno di più luce,
con gli occhi chiusi
cominciai un viaggio
lungo la tua spina dorsale,
la strada acciotolata  mi condusse
in altri luoghi
dove non eri più tu e dove non ero più io.

Chi era chi?
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 15, 2007 21:33 | Permalink | commenti
categoria:poesie, x me
giovedì, 15 febbraio 2007
Il male passa
tra le sbarre del mondo
come una carezza dolce.

E' una freccia d'argento
lanciata su un lago
quieto di montagna.

Manda cerchi d'acqua
verso la riva
finchè tutto il lago
ne sente parlare
.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 15, 2007 07:45 | Permalink | commenti
categoria:poesie, x me
lunedì, 12 febbraio 2007
La perfezione sta nell'imperfezione, perchè nella perfezione è il "finito" e nell'"infinito" vi è il nulla.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 12, 2007 09:52 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti, x me
venerdì, 09 febbraio 2007
Ma Dio (quello della Bibbia) davvero parlava agli uomini quasi tutti i giorni? E non solo lui, ma anche Apollo, Osiride, Brahma, Tao, Zeus,Odino e il Dio Sole? Quasi.
In realtà gli uomini udivano le voci degli Dei,che guidavano le loro azioni,ma esse non provenivano da molto distante, tipo l'aldilà e/o il regno dei cieli.
Beh, esse provenivano dall'emisfero destro del loro cervello.
Come molti sanno, il cervello è diviso in due parti, l'emisfero destro e quello sinistro.Molte delle nostre funzioni sono localizzate in entrambi gli emisferi.
Fa un'eccezione la funzione del linguaggio, la quale è interamente localizzata nell'emisfero sinistro.
Perchè il liguaggio,così importante per noi,risiede in uno soltanto dei nostri emisferi?
E in quella porzione di cervello dell'emisfero destro, che pare non servire a nulla, a cosa serve? Beh, pare che alcuni pazienti sottoposti ad una stimolazione elettrica in  tale area riferivano di sentire delle voci!
Insomma tutto quello che noi "sentiamo" è più o meno un'attività dell'emisfero destro.
Ciò che "pensiamo concettualmente" è invece un'attività del sinistro.
La parte sinistra del cervello che comanda la parte  destra del corpo è l'azione mentre la parte destra  del cervello che comanda la parte sinistra è la creatività, la soluzione dei problemi.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 09, 2007 20:02 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti, x me
venerdì, 09 febbraio 2007
Provate a pensare a come vi immaginate lo scorrere del tempo. Come vi figurate una settimana? Come visualizzate i vostri ultimi dieci anni di vita?
Fatelo,  e scoprirete che voi "vedete" dentro di voi qualsiasi arco di tempo come se fosse uno spazio, nel quale riporre i ricordi e i progetti.
In questa "mappa" della realtà noi uniamo tutti gli eventi che ci vengono comunicati o che ci immaginiamo, in una storia,in una sorta di nararzione interiore, e questo è ciò che ci permette di avere ricordi coscienti e di fare previsioni a lungo termine.
In questo contesto nasce la coscienza.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 09, 2007 19:21 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
venerdì, 09 febbraio 2007
Al "non possumus" la risposta è stata "dico".
Alle donne guai porre diktat perchè l'effetto che si ottiene è esattamente l'opposto.
La tenacia e la concretezza sono caratteristiche molto femminili davanti ai diktat.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 09, 2007 07:44 | Permalink | commenti
categoria:mi ricordo, sassi parlanti
giovedì, 08 febbraio 2007
Al mio amico Francesco Valdambrini, che se n'è andato solo.
Apparteneva a quella generazione di maestri molto preparata, sostenitore integerrimo dei progetti artistici rigorosi e disponibile verso iniziative innovative.
Sui libri di musica passerà alla storia come caposcuola della "Musica tricordale". Caratteristica di questo nuovo stile è la "sonanza infinta", un'entità musicale che fluisce senza conflittualità fra le sonorità consonanti e quelle dissonanti.
Le uniche righe diritte che conoscevi erano quelle del pentagramma, piene di annotazini e note, gli unici tasti dritti erano quelli del pianoforte, integerrimo e provocatore, geniale e generoso. Eri un tornado che lasciava sempre il segno e con la tua ultima composizione ci hai salutato dal tuo "Infinito mirabile".
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 08, 2007 10:47 | Permalink | commenti (3)
categoria:mi ricordo, vite
martedì, 06 febbraio 2007
Il fuoco del passato è quasi spento.
Eppure lei continua a frugare ancora "nella cenere dei ricordi", prendendone manciate e lanciandole dritte davanti a sè, per placare i demoni della notte e mitigare l'angoscia.
Quando rimane "sola", la sua voce comincia a ricamare vecchie storie, racconta le sue versioni, i suoi credo e lancia i suoi lacci un pò lisi lontano, fin dove arriva il suo sguardo.
I sui racconti sono come amuleti contro la danza oscura dell'anima.
E' una vita fatta di affanni e rabbiosa sopravvivenza la sua, una vita dove resta sempre vivo e consapevole il "diritto di acquisire il sapere".
Avrà mai avuto una ribellione vera?
Certamente, è stata ad un passo verso l'indipendenza della mente.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 06, 2007 17:34 | Permalink | commenti
categoria:ritratti, x me
sabato, 03 febbraio 2007
Per chi non lo conoscesse  ancora può leggere QUI
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 03, 2007 16:34 | Permalink | commenti
categoria:x me, zazie