venerdì, 31 agosto 2007
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 31, 2007 22:22 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati, x me
venerdì, 31 agosto 2007
Sto ancora dormendo,
ma nel frattempo accadono fatti.

La finestra sbianca,
le tenebre sfumano nel grigio,
la stanza emerge dallo spazio indistinto,
vi cercano appoggio ombre pallide, vacillanti.

In successione, senza fretta,
poichè è una cerimonia,
spuntano le superficie di soffitto e pareti,
le forme si separano
l'una dall'altra,
il lato sinistro dal destro.

Albeggiano le distanze tra gli oggetti,
i primi bagliori cinguettano
sulla bottiglia, sulla maniglia.
Ora non solo sembra, ma esiste appieno
ciò che ieri è stato spostato,
ciò che è caduto sul pavimento,
ciò che è racchiuso nelle cornici.
Solo i dettagli
ancora non sono entrati nel campo visivo.

Ma attenti, attenti, attenti,
ci sono molti indizi che stanno tornando i colori
e anche la minima cosa riacquista il proprio,
insieme ad una sfumatura d'ombra.

Ciò mi stupisce troppo di rado, ma dovrebbe.
Di solito mi sveglio nel ruolo di testimone in ritardo,
quando il miracolo è già avvenuto,

il giorno già costituito
e il mattinale magistralmente mutato in mattutino.

(W. S.)
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 31, 2007 17:07 | Permalink | commenti
categoria:wislawa szimborska
giovedì, 30 agosto 2007

T U T T O ..
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta tra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 30, 2007 21:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:x me
giovedì, 30 agosto 2007
Ormai non verrò più sapere
cosa pensava di me A.
Se B. fino all'ultimo non mi ha perdonato.
Perchè C. faceva finta che fosse tutto a posto.
Che parte aveva D nel silenzio di E.
Cosa si aspettava F., se si aspettava qualcosa.
Perchè G ha dimenticato, benchè sapesse bene.
Cosa aveva da nascondere H.
Cosa voleva aggiungere I.
Se il fatto che ero accanto
avesse un qualunque significato
per J per K e il restante alfabeto.


(W. S.)
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 30, 2007 21:34 | Permalink | commenti
categoria:x me, wislawa szimborska
lunedì, 20 agosto 2007
Sono una giocata persa.
Una fiche messa nel colore sbagliato.
rouge.
Madame sono desolato.
E' uscito Noir.
Sotto il pino che sa di resina mi si appiccica un pensiero.
..
..
(il seguito di questa bella poesia, QUI)
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 20, 2007 20:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie
lunedì, 20 agosto 2007
"anche se hai sbagliato strada, non importa quanto tempo è passato, ora sei pronta per ritornare a casa", dal blog di Pensieri di carta
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 20, 2007 20:02 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
lunedì, 20 agosto 2007
La fine e l'inizio


Dopo ogni guerra
c’è chi deve ripulire.
In fondo un po’ d’ordine
da solo non si fa.

C’è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.

C’è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.

C’è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c’è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.

Non è fotogenico,
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono già partite
per un’altra guerra.

Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.

C’è chi, con la scopa in mano,
ricorda ancora com’era.
C’è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.

Ma presto lì si aggireranno altri
che troveranno il tutto
un po’ noioso.

C’è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.

Sull’erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c’è chi deve starsene disteso
con una spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.”
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 20, 2007 16:31 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, x me, wislawa szimborska
lunedì, 20 agosto 2007

I SILENZI NON SONO VIETATI.

e' accettato farsi vedere ma non farsi sentire.

SPALANCARE LE ORECCHIE!
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 20, 2007 15:51 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
domenica, 19 agosto 2007
E se fossimo tutti dei replicanti?
Dopo l'incredibile libertà degli anni Sessanta e Settanta sono arrivati gli anni oscuri del conformismo: la sconfitta dei movimenti, la fine delle utopie, il "pensiero unico", la massificazione di ogni mercato e per cominciare quello mediatico fondamentale per la solidità di un sistema economico ormai senza alternative e che ci controlla.

Chi non ricorda il bellissimo film Blade Runner di Ridley Scott? In Blade Runner
la  pubblicità è eterna, una specie di dirigibile propaganda prodotti e messaggi politici che invita la gente ad arruolarsi ed emigrare per conquistare o lavorare in terre straniere, sulle pareti dei grattacieli giganteggia pubblicità della Coca Cola ecc.
Il mondo di Blade Runner è "questo mondo"; il disastro ecologico ha cambiato il clima, piove sempre e sembra sempre notte. La città è fradicia e sporca, multietnica ma a dominanza orientale, la natura vi è del tutto assente. Sono mutati cibo e ambiente, usi e costumi,  ma la gestione del potere è sempre la stessa, e la polizia è quasi ovunque.
Uno scienziato di nome Tyrell ha brevettato forme di replicanti, uomini e donne artificiali adatti alla vita e alla guerra sugli altri pianeti e ...................
Anche Rick Deckard è probabilmente un androide e il suo compito di super killer è di stanare un piccolo gruppo di ribelli tornati sulla Terra per scoprire la verità su di sè e bloccare la propria "deperibilità" (4 anni)...........

Mi viene spontanea una domanda " ma l'autentico dov'è più?".
Nell'anelito dei replicanti di Blade Runner a "una vita che sia una vita" posso riconoscere l'insoddisfazione dei più. La sofferenza di chi si rende conto di non avere "una vita che sia una vita", la sofferenza di chi scopre o sospetta di essere un replicante delle vite non godute.
Gli androidi sono tra noi e forse lo siamo anche noi!

postato da: SPETTINATA alle ore agosto 19, 2007 16:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:la bellezza, sassi parlanti, x me
domenica, 19 agosto 2007
Monologo per Cassandra

Sono io, Cassandra.
E questa è la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa è la mia testa piena di dubbi.

E’ vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente i profeti inascoltati
godono di simili viste.
Solo quelli partiti con il piede sbagliato,
e tutto poté compiersi tanto in fretta
come se non fossero mai esistiti.

Ora lo rammento con chiarezza:
la gente vedendomi si interrompeva a metà.
Le risate morivano.
Le mani si scioglievano.
I bambini correvano dalle madri.
Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.
E quella canzocina sulla foglia verde -
nessuno la finiva in mia presenza.

Li amavo.
Ma amavo dall’alto.
Da sopra la vita.
Dal futuro. Dove è sempre vuoto
e da dove nulla è più facile del vedere la morte.
Mi dispiace che la mia voce fosse dura.
Guardatevi dall’alto delle stelle - gridavo -
guardatevi dall’alto delle stelle.
Sentivano e abbassavano gli occhi.

Vivevano nella vita.
Permeati da un grande vento.
Con sorti già decise.

Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma c’era in loro un umida speranza,
una fiammella nutrita del proprio luccichio.
Loro sapevano cos’è davvero un istante,
oh, almeno uno, uno qualunque
prima di -

E’ andata come dicevo io.
Però non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata.
E questo è il mio ciarpame di profeta.
E questo è il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter essere bello.


W. Szymborska, premio Noble per la letteratura 1996
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 19, 2007 08:33 | Permalink | commenti
categoria:poesie, x me, wislawa szimborska
sabato, 18 agosto 2007
Nulla due volte


Nulla due volte accade

Né accadrà. Per tal ragione

Nasciamo senza esperienza,

moriamo senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi

Della scuola del pianeta

Di ripeter non è dato

Le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,

non due notti uguali uguali,

né due baci somiglianti,

né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome

Qualcuno ha pronunciato,

mi è parso che una rosa

sbocciasse sul selciato.

Oggi che stiamo insieme,

ho rivolto gli occhi altrove.

Una rosa? Ma cos’è?

Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, ora malvagia,

dài paura e incertezza?

Ci sei – perciò devi passare.

Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,

sorridenti, fra le braccia,

anche se siamo diversi

come due gocce d’acqua
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 18, 2007 23:16 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, wislawa szimborska
venerdì, 17 agosto 2007
Questo pomeriggio ho guardato questo film del 1961, diretto da Stanley Kramer, uno dei migliori prodotti dell'era kennediana. Grande cast che va da Marlene Diertich, Spencer Tracy, Montgommery Clift (fantastico!), Judy Garland, Burt Lancaster, Maximillian Schell, Richard Widmark.
Il film racconta uno dei processi di Norimberga a carico dei nazisti. In quest'aula di tribunale compaiono alcuni importanti giudici tedeschi accusati di aver emesso atroci sentenze e di aver collaborato con il regime nazista.Vengono affrontati temi roventi come la responsabilità individuale, il ruolo del popolo tedesco, il nascente imperialismo americano, il senso e il limite della giustizia, la mostruosità del nazismo, il confine tra legge formale e legalità, i problemi di uno stato che ne occupa un altro........
Gran bel film
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 17, 2007 16:40 | Permalink | commenti
categoria:mi ricordo, sassi parlanti
venerdì, 17 agosto 2007
Canzone per un'amica
(Guccini-I Nomadi)


Lunga e diritta correva la strada
l'auto veloce correva
la dolce estate era già cominciata
vicino lui sorrideva.

Forte la mano teneva il volante
forte il motore cantava
non lo sapevi che c'era la morte
quel giorno che ti aspettava.

Non lo sapevi che c'era la morte
quando si e' giovani e' strano
poter pensare che la nostra sorte
venga e ci prenda per mano.

Non lo sapevi ma cosa hai pensato
quando la strada e' impazzita
quando la macchina e' uscita di lato
e sopra a un'altra e' finita.

Non lo sapevi ma cosa hai sentito
quando lo schianto ti ha uccisa
quando anche il cielo di sopra e' crollato
quando la vita e' fuggita.

Dopo il silenzio soltanto e' regnato
tra le lamiere contorte
sull'autostrada cercavi la vita
ma ti ha incontrato la morte.

Vorrei sapere a che cosa e' servito
vivere amare e soffrire
spendere tutti i tuoi giorni passati
se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com'eri
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi.
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 17, 2007 07:55 | Permalink | commenti
categoria:poesie, x me
venerdì, 17 agosto 2007
Dio è morto

Ho visto la gente della mia età andare via

lungo le strade che non portano mai a niente.

Cercare il sogno che conduce alla pazzia

nella ricerca di qualcosa che non trovano

nel mondo che hanno già.


Lungo le notti che dal vino son bagnate

dentro le stanze da fastidio trasformate

lungo le nuvole di fumo di un mondo fatto

di città essere pronto ad ingoiare la nostra

stanca civiltà e un Dio ch’è morto:

ai bordi delle strade Dio è morto,

nelle auto a presa rate Dio è morto,

nei miti dell’estate Dio è morto.


Mi han detto che questa mia generazione

ormai non crede in ciò che spesso è mascherato

con la fede, nei miti eterni della patria e dell’eroe

perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò

che è falsità, e per il fatto di abitudine e paure, una politica

che è solo far carriera, il perbenismo interessato,

la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre con la

ragione e mai col torto è un Dio ch’è morto:

nei campi di sterminio Dio è morto,

coi miti della razza Dio è morto,

con gli odi di partito Dio è morto.


Ma penso che questa mia generazione è preparata

a un mondo nuovo e una speranza appena nata,

ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi

perché noi tutti ormai sappiamo che se

Dio muore per tre giorni e poi risorge,

in ciò che noi crediamo Dio è risorto,

in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,

nel mondo che faremo Dio è risorto.

Dio è risorto, Dio è risorto,

Dio è risorto, Dio è risorto.

(Guccini - Nomadi, 1967)



Howl/ l'Urlo - a Carl Salomon di Allen Ginsberg (1958)

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa,
hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste con la din-amo stellata nel macchinario della notte, che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz, che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette che passavano per le università con freddi occhi radiosi allucinati di Arkansas e tragedie blakiane fra gli eruditi della guerra, che venivano espulsi dalle accademie come pazzi & per aver pubblicato odi oscene sulle finestre del teschio  che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate, bruciando denaro nella spazzatura e ascoltando il Terrore attraverso il muro .......
 


postato da: SPETTINATA alle ore agosto 17, 2007 07:29 | Permalink | commenti
categoria:poesie, vite, x me
giovedì, 16 agosto 2007
KEITH HARINGKEITH HARING

KEITH HARING


keithharingKeithHaringkeithharingkeithHaringkeithharingKeith

postato da: SPETTINATA alle ore agosto 16, 2007 23:00 | Permalink | commenti
categoria:la bellezza
giovedì, 16 agosto 2007
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 16, 2007 22:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:vite, x me
giovedì, 16 agosto 2007
E' una questione di olfatto........
ho il passo ansante
e tu hai voglia di sperperare il  tempo
  ondeggiando.

L'olfatto fa arricciare
  le narici per quell' innamoramento ingoiato.

Nulla è accaduto.

Il diluvio di petali era solo un'allucinazione.

Restava il profumo del cedro, della menta e della citronella.
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 16, 2007 21:44 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati
giovedì, 16 agosto 2007
Danny Boy, interpretata da Elvis Presley, of course!



Oh Danny boy, the pipes, the pipes are calling
From glen to glen, and down the mountain side
The summer's gone, and all the flowers are dying
'tis you, 'tis you must go and I must bide.

But come you back when summer's in the meadow
Or when the valley's hushed and white with snow
'tis I'll be there in sunshine or in shadow
Oh Danny boy, oh Danny boy, I love you so.

And if you come, when all the flowers are dying
And I am dead, as dead I well may be
You'll come and find the place where I am lying
And kneel and say an "Ave" there for me.

And I shall hear, tho' soft you tread above me
And all my dreams will warm and sweeter be
If you'll not fail to tell me that you love me
I simply sleep in peace until you come to me.
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 16, 2007 20:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:vite, x me
domenica, 12 agosto 2007
Che meraviglia!
Questo pomeriggio mi sono rivista due film con Ollio e Stanlio,.
Fantastici sempre,sempre e sempre ...... almeno per me!
La visione dei loro film li consiglierei a tutti ma proprio tutti!
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 12, 2007 22:17 | Permalink | commenti (3)
categoria:mi ricordo, vite
sabato, 11 agosto 2007
Album


Nessuno in famiglia è mai morto per amore.
Nulla in quel passato potrebbe farsi mito.
Romei tisici? Giuliette malate di cuore?
C'è chi anzi è diventato un vecchio raggrinzito.
Nessuna vittima d'una risposta non giunta
a una lettera bagnata di pianto?
Alla fine appariva sempre un qualche vicino
con pince-nez e rose di giardino.
Nessun soffocamento in un armadio elegante
per il ritorno del marito dell'amante!
Quei corsetti, quelle gale, la mantiglia
non impedivano d'entrare nella foto di famiglia.
E mai nell'anima un Bosch infernale!
E mai in un parco con la pistola in mano!
(Morivano ma per altre ragioni, con una palla nel cranio
e barelle da campo per guanciale.)
Perfino questa, con un pudico decolleté
gli occhi cerchiati come dopo una soireé,
è defluita con una grande emorragia
non verso di te, o cavaliere, e non per nostalgia.
Prima della fotografia, forse qualcuno -
ma di quelli dell'album, a quel che so, nessuno.
Le pene volgevano al riso, i giorni volavano,
e loro, placati, per un'influenza se ne andavano.
postato da: SPETTINATA alle ore agosto 11, 2007 20:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, wislawa szimborska