Grazie a Serena per questa splendida poesia:
Mater
Piegherò ancora, come Maria, le mie ginocchia
a raccogliere l'uomo che portai, bambino, nel ventre.
Che di Madre ho forgiato le membra
e possiedo, di Donna, essenza divina
attraverso
la Vita che mi ha attraversato.
Piangerò ancora, come Maria, sulle spine senza seme
dalle quali sboccia penoso il fiore della sofferenza
che non ho saputo evitarti.
Figlio mi prostro ai tuoi piedi
sulla croce chiamata Terra alla quale ti ho legato;
con i miei errori
laverò gli stessi peccati
che ho compiuto
e
rinascerò, etereo movimento,
verso le tue braccia che sapranno contenermi.
E quando diverrai tu, genitore del tuo genitore,
oh Figlio, mi farò cullare dal tuo sorriso,
mi farò consolare dalla tua compassione.
Due primi passi fino alla parola Madre
che ancora sento sillabata
accarezzarmi il cuore...
Due sconosciute lacrime di dolore fino alla prima caduta...
Due ingiuste grida fino al primo litigio...
Due temute fitte al cuore fino al tuo primo arrivederci...
Ma domani quando sarai Figlio di nuovo
nei ritagli del tempo adulto
e sentirò le tue gambe tremare
di fronte all'esistenza, che ci rende tutti
equilibristi su fili di nylon,
piegherò, ancora, come Maria, le ginocchia
a raccogliere l'uomo che portai, bambino, nel ventre.
Perchè sono Madre
Madre per sempre
SerenaCocco
