sabato, 31 maggio 2008


(la tanto contestata rana crocifissa esposta al Museion di Bolzano, opera di Martin Kippenberger)

Poesia di Norbert C. Kaser

Lied ein einfallslosigkheit geliebtes
land aus kuhglocken gebaut und gasthausrauferei
kind des wetters mutter
der trauben schnaufen
der winde alpenglut an gruenen fluessen
und zu fueßen ein erschlagner wurm
traute gassen
buergesinn stolzer bauernmut dem welschen feind und schlecter
als der kind des wetters mutter der trauben
innige doerfer blauer schurz und stiere
autonom heiden im rock der schuetzen
feuerwehr musik hackbretter zithern
jodeln kann keiner dem herzen des gottes verschworen
und ueber allem schwebt der henngeier

 
canto della povertà di idee
terra amata fatta di campanacci e risse di bettola
figlia del tempo
madre dell'uva soffiare di venti
rossori alpestri fiumi verdi
al lato e ai piedi un verme schiacciato
intime viuzze
civico senno
fiera forza agreste nemica del terrone e peggiore di lui
figlia del tempo madre dell'uva
intimi paesi grembiule blu e tori
autonoma pagani in veste di schuetzen
pompieri musica salteri cetre
nessuno sa gorgheggiare
consacrata al cuore del dio
e su tutto si libra la poiana

(«Norbert C. Kaser», traduzione di Giancarlo Mariani, «Edizioni Nuovo Studio»)
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 31, 2008 05:42 | Permalink | commenti
categoria:poesie, ritratti
giovedì, 29 maggio 2008


Scenderò più giù
dai prati senz'erba pieni di luce
tra i sassi caldi di estivo sole.

Più giù dai  masi rari e sparsi
lasciando boschi di larici e abeti
alle spalle.

Giù dai dorsali e dai canaloni
di pietre dolomitiche,
lontano dalle scampagnate e dai passeggi.

Là in quella baita,
tra mughi e rododendri,
a liberare piedi e mani.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 29, 2008 06:20 | Permalink | commenti
categoria:poesie
lunedì, 26 maggio 2008
Kaiserschmarren di Helmut Z.

Opera esposta al Zapperi-Zucker Museum
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 26, 2008 18:58 | Permalink | commenti (1)
categoria:mi ricordo, x me
martedì, 20 maggio 2008


Ci sono scatole dentro scatole, gabbie ingabbiate a loro volta _migliaia di vite senz' alito vero, chiuse in un loro gioco piccolissimo.
Ci sono altre esistenze che dai quattro punti del piano, dai troppi mari del mondo, giungono fin qua e sostano un attimo e si raccontano invenzioni e memorie, miti di acque diverse.
Le vite si chiudono, si schiudono per un momento, danno significati diversi che possono rintracciarsi a fatica.

Guardo le case che si inerpicano in alto come tante gabbie sovrapposte e appese come oggetti in vendita.
A quanti spazieranno gli occhi per cieli con nuvole in movimento e in continua metamorfosi, in viaggi di racconti e sogni, in percorsi liberi/senza strade?

Quale sarà la mia casa: tra le ali di un aereo, in un faro metropolitano o o tra boschi e rododendri?

 
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 20, 2008 16:36 | Permalink | commenti
categoria:sassi parlanti, x me
domenica, 18 maggio 2008

A capo leggermente chino
rammenda le parole con fili di ragnatela.

Le cuce sulla sottoveste tutta rosa,
sparse tra le pieghe setose.

Allunga l'occhio obliquo
sul tavolo  dove una rosa rossa
riempie il bicchiere.

Non galleggia.

Un raggio di sole
si infila tra le gambe
e muore sopra le ginocchia
che_ poi_ lentamente si schiudono.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 18, 2008 10:35 | Permalink | commenti
categoria:poesie
sabato, 17 maggio 2008


Anche la satira che si nutre di paradossi,in questi tempi,viene pugnalata dall'ignoranzadalla volgarità.

Sempre più spesso i cervelli mi  sembrano atrofizzati e incapaci dell'uso intelligente del pensiero che sa  distinguere l'ironia dalla comicità da caserma.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 17, 2008 16:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:sassi parlanti, pensieri spettinati
venerdì, 16 maggio 2008


Lascio che il respiro
soffi sui carboni
in un angolo sottovento
tra i giri della costa

e resto lì un attimo ..

Attendo ancora la brezza
di una parola che va via,
_una raffica del nulla_
un'ala che sbatte contro il tetto.

La risacca si riprende i sassi scritti,
i flutti sovrastano la schiuma
e avanza la voglia di respirar

quasi fosse aria.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 16, 2008 22:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie
venerdì, 16 maggio 2008




Ho notato che la gente ama pensieri che non obbligano a pensare
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 16, 2008 22:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati, x me
domenica, 11 maggio 2008

Sto ascoltando con emozione la canzone/poesia RIMINI di Fabrizio de Andrè cantata da Jovanotti nel programma Chetempochefa che stasera è dedicato a Emergency:




Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale

Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini d'estate.

Lei dice bruciato in piazza
dalla santa inquisizione
forse perduto a Cuba
nella rivoluzione
o nel porto di New York

nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto
ma nessuno le crede.

Coro: Rimini, Rimini

E Colombo la chiama
dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi
gli rimbocca le lenzuola

"Per un triste Re Cattolico - le dice -
ho inventato un regno
e lui lo ha macellato
su di una croce di legno.

E due errori ho commesso
due errori di saggezza
abortire l'America
e poi guardarla con dolcezza

ma voi che siete uomini
sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse
a chi non le mantiene ".


Coro: Rimini, Rimini

Ora Teresa è all'Harrys' Bar
guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri
penso che sia normale

porta una lametta al collo
è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco
ma sembra non inganni.

"E un errore ho commesso - dice -
un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino
e poi guardarlo con dolcezza

ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere".

Coro: Rimini, Rimini
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 11, 2008 20:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
venerdì, 09 maggio 2008


Fu necessario un terremoto per far nascere una nuova Demetra.
Dalle viscere del magma vitale lei si fece sentire sussultando.

Era maggio e nacque una bambina: mia madre.

Scese dall'Olimpo per portare sulla terra nuovo grano come nutrimento per chi l'avesse incontrata: dedizione e amore, tenacia e fermezza, magia e benevolenza.

Demetra_Mamma, mai stata bambina
Demetra_Mamma, cresciuta in fretta
Demetra_Mamma, con il fuoco dentro
Demetra_Mamma, scampoli di stoffa, lana e cotone
Demetra_Mamma, calce e cemento.

Che quella dea bambina che è dentro di lei possa incontrarla di nuovo, per diventare una voce sola.






postato da: SPETTINATA alle ore maggio 09, 2008 22:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:sassi parlanti, x me
lunedì, 05 maggio 2008

Sono chiamati "giovani di buona famiglia"  gli assassini di Nicola Tommasoli a Verona.
La scusa era una sigaretta non data, il vero motivo è la noia, la violenza, fare i naziskin senza conoscere la Storia.

Giovani di buona famiglia anche quelli che, a Torino, hanno costretto i vigili ripiegare. Dopo averli circondati e aggrediti, qualche sera fa.

Questi "giovani di buona famiglia" tecnicamente attrezzati ed esperti non guardano lontano. Non cercano utopie e figure di altri mondi, semmai guardano indietro. Il mito della forza (di branco!), il seme della violenza, l'odio contro gli altri.

Giovani di buona famiglia, abituati a sfogarsi il sabato sera in discoteca o nei bar in centro. Nelle piazze, nelle strade. Molti bicchieri e qualche pasticca per tenersi su di giri.
Essere "buoni" è una ammissione di colpa; la debolezza un vizio da punire.

Questi giovani sono figli di una buona e sacra famiglia!
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 05, 2008 20:21 | Permalink | commenti (4)
categoria:sassi parlanti
lunedì, 05 maggio 2008




A volte gli allori mettono radici sulla testa.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 05, 2008 11:47 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati
venerdì, 02 maggio 2008


Gli dissi "Signore, son quelle cose
che uno pensa di vedere, ma a teatro,
di sentirle magari cantare ..
Fra l'altro, se non c'era quel guasto,
non ci saremmo fermati.
Andammo verso Nara,
per vedere il tempio, i giardini di sassi,
l'acqua viva..
C'era il ponte, delle lanterne, uno specchio..
E una cornice dove finiva il ruscello.
C'erano quattro nuvole in cielo..
E i pesci erano più veloci,
le pareti di carta scivolavano sui loro incastri.
Era estate e c'era una festa..
MI creda, Signore,
era piacevole sdraiarsi sul tatami
e potersi addormentare insieme.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 02, 2008 21:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
giovedì, 01 maggio 2008



Ancora oggi
 son troppe le parole retoriche;

ci vuole più silenzio:
i morti ci ascoltano.

Siano  ancora, voci unanimi
ad intonar un unico coro

e a riempir le piazze.

postato da: SPETTINATA alle ore maggio 01, 2008 21:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
giovedì, 01 maggio 2008

Ci hai lasciato il 26 aprile.

La tua vita è stata una "provocazione" continua amando la Parola e la sua efficacia straordinaria.

Il tuo motto:
"Uno diventa la Parola che ascolta."


postato da: SPETTINATA alle ore maggio 01, 2008 16:40 | Permalink | commenti
categoria:mi ricordo, x me