sabato, 23 maggio 2009


..tutto è bianco intorno a voi. Il deserto ondula. Un vento leggero fa spumeggiare le piccole creste. Un cammello naviga all' orizzonte.
Terra! Terra! ..Timbuctu! ..... la vista si allarga e come una stravagante tana di talpa, la città sorge in mezzo alla sua difesa: la sabbia.


(A. Londres, Terra d'ebano)
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 23, 2009 20:48 | Permalink | commenti
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lunedì, 23 giugno 2008
Il pistone si infilò nel cilindro provocando un veloce fruscio. In quel frattempo le mie cellule erano invecchiate di qualche millesimo di secondo.

Che cosa ci fa innamorare di una persona? Quello che ci nasconde o ciò che ci svela?

Tu sapevi essere così speciale e non te lo dissi mai: sapevi entrare nei dettagli invisibili agli altri, vedevi i particolari di cose e stati d'animo che altri, me compresa, sfuggivano.

Il pistone entrò ancora una volta nel cilindro. Guidavo tranquilla; la macchina tagliava l'aria con piacere. Imboccai la strada che mi avrebbe portato lungo il litorale fino al Motel di Duino.
Le note dei Pink Floyd vagavano rimbalzando tra i parabrezza con onde morbide e perdute.
Sul lato destro il mare, il cielo era sereno mentre mi sentivo scrutata e inquieta.
Imboccai il piazzale del Motel e, mentre parcheggiavo al solito posto, mi sembrava di vederti con quella camicia a quadretti rossi e azzurri che profumava di sapone di Marsiglia.
Entrai nella hall e Flo era lì che mi aspettava. Mi venne incontro abbracciandomi: "quando tempo è passato!E' bello rivederti"

Cara, cara e dolce Flo, come è sempre avvolgente e rassicurante il tuo abbraccio.

Sei sicura di volerlo fare?, mi dice. Si, rispondo.

Cos'è il dolore?, mi chiedo, è una tassa sulle relazioni umane o sulla loro mancanza?

Presi l'anfora dalle mani di Flo rassicurandola con un sorriso. Mi incamminai verso quello scoglio mentre le onde sollevavano spruzzi macchiando il cielo.

Ma dov'era quel Dio a cui tu credevi?

Aprii l'urna e chiusi gli occhi, infilai la mano chiusa a pugno adirata. La lasciai che si schiudesse da sola lasciandoti scivolare dove ci siamo giurati di non lasciarci mai.
Il vento parve bloccarsi come una nuvola grigia.

Non dissi addio.

Mi girai verso il Motel rassicurando Flo in lontananza.
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 23, 2008 20:41 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 07 aprile 2008
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 07, 2008 08:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, affrescando, x me
domenica, 23 marzo 2008

Oggi è anche la festa dei "conigli".
Beniamini dei bambini, dei fumetti,
dei cartoon, del cinema
e anche dell'immaginario hard.
Sono animaletti sexy e timorosi
ma anche capaci di esaltarsi e di lottare
contro agguerriti prepotenti ...
 
Alcuni esempi?
Il coniglio di Lewis Carrol
in Alice nel Paese delle Meraviglie,
Bugs Bunny, Playboy, Roger Rabbit .....




P.S.: oggi saranno sacrificati agnelli e capretti; i conigli possono far festa!

postato da: SPETTINATA alle ore marzo 23, 2008 07:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:affrescando, clips
lunedì, 10 marzo 2008

Un marito riconosciuto tirchio e negligente è stato condannato a

regalare 124.000 rose rosse alla moglie








e una moglie, lasciata dal marito, avrà un risarcimento di:



8.000 libri di poesie
postato da: SPETTINATA alle ore marzo 10, 2008 19:58 | Permalink | commenti
categoria:vite, affrescando
venerdì, 21 dicembre 2007


"Non siamo più cittadini degli Stati Uniti e tutti coloro che vivono nelle regioni dei cinque Stati, Minnesota, Nebraska, North Dakota, South Dakota, su cui si estende il nostro territorio sono liberi di unirsi a noi» ha dichiarato Russel Means, uno dei più famosi attivisti indiani dei diritti umani, precisando che il “nuovo” stato rilascerà carte d'identità e patenti.
Ricordiamo che tutti i Nativi americani ottennero la cittadinanza statunitense nel 1924, dopo che ogni ostilità bellica era terminata da anni, a seguito del massacro dei Sioux a Wounded Knee, nel 1890.
postato da: SPETTINATA alle ore dicembre 21, 2007 16:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:vite, sassi parlanti, affrescando
sabato, 17 novembre 2007


IL VENTO. Per i Cinesi è "lo spirito del mondo", ha il volto di una dea che cavalca la tigre; per gli Indiani d'America è un fantasma dalla forma di cavallo bianco; per gli Induisti si chiama Vayu, signore del regno che si estende tra cielo e terra; per gli Atzechi è un mostro dall'aspetto scimmiesco.
Il vento è l'aria in movimento. Si muove più lateralmente che in verticale. L'aria è più densa sulla superficie della Terra, mentre è più rara e sottile in alto.
L'aria è fondamentalmente turbolenta. I venti che soffiano sopra superfici scabre producono vortici che hanno la tendenza di mantenersi come onde stazionarie, o al contrario si frangono come marosi e rotolano lontano.
Il vento è invisibile? Lo vediamo - e sentiamo - solo attraverso i suoi effetti.
Il vento ci muove, ci sposta, ci colpisce, e fa muovere le cose intorno a noi.

Nella Genesi viene chiamato Elohim, dopo aver creato i Cieli e la Terra, aleggia sulla superficie delle acque. Il soffio divino è in ebraico un termine di genere femminile, ruakh: spirito e insieme alito.

Il vento non esprime solo la leggerezza e delicatezza sottile di Botticelli; è infatti imparentato con la follia e con  le patologie nervose
 
Il vento come metafora dell'invidia, della vanità, della vanità, dell'incostanza, della guerra (venti di guerra per es.), la violenza stessa, il naufragio della vita, la trasformazione dell'animo umano.

Abbatte e costruisce, opprime e libera. Innafferabile e fugge altrove.

postato da: SPETTINATA alle ore novembre 17, 2007 16:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:sassi parlanti, affrescando, x me
sabato, 17 novembre 2007


Lei: Jessica Davies, 28 anni, inglese, bella e attraente, un appartamento a Parigi, uno zio parlamentare, una rendita, nessun lavoro, un ex fidanzato mollato da pochi mesi, serate al pub sotto casa a strafarsi di alcool e droghe.
Lui: Olivier Mugnier, 24 anni, francese, soprannome Fou Fou, professione gigolò.
Lei entra nel pub, chiede da bere, lo vede, ci chiacchiera, lo rimorchia, beve ancora, lo invita a casa. Ha voglia di sesso estremo. Scopano.
Lei prende un coltello, lo caccia in gola a Olivier, non le basta, si sente frustrata, lo pugnala ancora una, due, tre, sette volte, poi chiama l'ambulanza.
Lui muore, lei, ubriaca fradicia e imbottita d antidepressivi,svuota il sacco con la polizia e il giorno dopo non ritratta: ha agito "sotto ispirazione" dell'omicidio di Meredith.
Aveva letto, le pareva eccitante, l'ha rifatto, lo racconta.

Una volta, dopo un omicidio, c'era il senso di colpa e la fuga.
Adesso tutti chiamano la polizia, restano lì e recitano. Ammettono o negano o inventano, senza scomporsi.
Parte la macchina mediatica,e loro lì a reggere la parte, attori-attrici e spettatori-spettatrici di sè stessi-di sè stesse.

Forma di vita: il reality show.
Politica, al solito,in ritardo di un secolo: per lo zio deputato "è una faccenda privata".
postato da: APRITIOSANGIA alle ore novembre 17, 2007 14:56 | Permalink | commenti
categoria:ritratti, affrescando
venerdì, 16 novembre 2007


Mi ero guardata allo specchio ed avevo capito di chi era la colpa.

Perchè prendere una cosa perfetta e romperla?
Ci sono oggetti che si possono rompere ma non si possono sostituire....

La disperazione mi aveva oscurata la vista, dovevo viaggiare col radar, inseguendo le tracce.

Gli errori si fanno in due?
Non è sempre vero.

Ci vuole poco ad uccidere qualcuno...
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 16, 2007 22:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:ritratti, affrescando, x me
venerdì, 16 novembre 2007

G R E T A



Non te l'ho detto ieri e il giorno prima.
L'abitudine mi ha zittita nel modo in cui zittisce. Ti abitui ad una cosa che non c'è bisogno di parlarne, lo scenario è talmente noto che non c'è bisogno di descriverlo.

Il pensiero arriva dismesso con tanti brandelli di parole cadenti che formano frasi sconnesse.

[Allora, io taccio]

I miei sogni arrivano quando il resto se ne va.
Quando torna la luce il sogno si disintegra e resta solo la fiamma del ricordo che piano, piano brucia anche l'ultima piccola fiaba raccontata nella mia notte tiepida.

[Li senti questi refoli di  parole?]

I sogni raccontano la vita.
A volte, sembra che ci dicano che tutto va bene e che non c'è in fondo un segreto da capire. . . i sogni vogliono farci capire che possiamo migliorare ..

[ sussurro, io]

Anche la nostra storia, come tutte le storie è destinata alla riscrittura...
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 16, 2007 21:01 | Permalink | commenti
categoria:ritratti, affrescando, x me
domenica, 11 novembre 2007


Canticchiando ...



Per chi ha perso qualcuno per troppo Amore.
Per chi ha odiato senza sapere che doveva dire solo "grazie".
Per le guerre. Tutte. Quelle orribili che uccidono e quelle maledette che annichiliscono dentro.
Per chi dalla vita impara.
Per chi tornerà a soffrire.

Ma soprattutto, oggi sì. Per me stessa.
Perchè non sono sola.
Perchè sono coraggiosa.
Perchè la Vita sa rispondere ai miei sorrisi.
Per chi non mi capisce, per chi ha voluto imparare a farlo.



Per me, presuntuosa magari, ma fiera di me stessa.
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 11, 2007 19:45 | Permalink | commenti
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sabato, 10 novembre 2007
M A R C O       B.


Sono un Uomo solo, biologicamente goffo, talvolta vagamente ridicolo, cioè vivo: vado.

In questo mondo dove l'inganno delle coscienze regna, dandoti le migliori allucinazioni e dove - solo alcuni coraggiosi - parlano ancora di onestà, serietà, coerenza di fronte alla pietosa tribuna di imbecilli che applaudono in ogni caso e scondizolano alla smania di ipocrisia


la mia coscienza grida vendetta.


La lascio gridare e imparo a mentire.


Così sotto un sole particolarmente opaco, devastato dallo schifo in cui galleggio, posso osservare, maturare, marcire.
Posso ancora crescere, capire; domani, ne sono certo, saprò perchè le vacche non voleranno mai, perchè i sassi non galoppano!
Sarò saggio e avveduto come coloro che sanno vivere.
La mia valigia è pronta per l'emigrazione, non pascolerò più tra le loro pecore.

La parola d e l u s i o n e

mi illumina

a cominciare dal suono della parola stessa,


per quanto tragica, somiglia troppo alla libertà perchè non me ne senta attratto.


Ci sono uomini perduti da qualche parte, ci sono progetti falliti, ma pur sempre progetti.
Ci sono speranze tradite, ma sono state speranze


Punto.

Si ricomincia. Ricomincio. Ora. Subito.

postato da: SPETTINATA alle ore novembre 10, 2007 07:52 | Permalink | commenti
categoria:ritratti, affrescando
venerdì, 09 novembre 2007


BEATRICE  D.

<Questa sera scrivo questa lettera a colui che ha oltrepassato la strada  il 6 marzo 2000 in bicicletta. Nello stesso momento, però, arrivavo io. Pensava di scansarmi e invece ...>


Caro G.,
questo non è un addio, ma un ringraziamento.
Ti sono grata di essere entrato nella mia vita. Dato che sei riuscito ad innamorarti di me, mi hai dato speranza.
Mi hai insegnato che per quanto sia grande il dolore, si può continuare a vivere.
A modo tuo, mi hai indotto a credere che l'amore vero non può essere negato e, grazie a te, ho la forza di andare avanti.
Tu non te ne sei andato per sempre, a prescindere da chi entrerà nella mia vita.
Grazie di essere venuto nella mia vita e di avermi dato gioia.
Grazie di avermi accettata e di aver accettato in cambio il mio amore.
Grazie dei ricordi che custodirò sempre  da qualche parte.
Ma soprattutto grazie per avermi mostrato che verrà un tempo in cui sarò infine capace di lasciarti andare definitivamente.
Ricordo quando mi hai detto: alcune vite formano un cerchio perfetto mentre altre assumono forme che non possiamo nè prevedere, nè comprendere. Beh, a me i cerchi non sono mai piaciuti, te n'eri accorto?
Il nostro amore era giocoso, tridimensionale,  fatto di ellissi @ eliche @ nastri@poliedri; un teorema di Alhazen o le curve di Lissajous o un icosaedro stellato o......



Ora soffro di fame e sazietà.

                                                                          Beatrice D.



postato da: SPETTINATA alle ore novembre 09, 2007 21:08 | Permalink | commenti
categoria:ritratti, affrescando
mercoledì, 07 novembre 2007
M I C H A E L A   V. B.


Ho l'ansia da prestazione.
Il sesso non c'entra, anche se vanto molti amori. Lo confesso, mi sono arresa alla più tenace pulsione: il piacere di piacere.
Cambio idea e non solo in amore ma anche tra gli amici, nel lavoro e persino nei gusti:
so adulare o meglio so adulare davvero b e n e.

A scuola non ero così brava: ogni anno rimandata a settembre. Facevo la rappresentante di istituto al liceo e cominciai ad invitare a scuola personaggi della politica, del giornalismo, della magistratura. Fu allora che capii che, se vuoi stare al mondo, devi avere delle relazioni.
In uno di questi incontri lo incontrai e quando gli domandai come aveva cominciato per arrivare così in alto lo colpii.
Non si dimenticò di me.
Dopo qualche giorno mi sfidò offrendomi un talk show tutto per me: incassai invidie e maldicenze, risentimenti e pregiudizi, ma fu un successo.

Me ne andai; mi avrebbero ammazzata prima o poi.
Dicono che sia una ruffiana, a differenza degli uomini che vengono chiamati bastardi, ma in questo "benedetto" paese ti danno sempre della ruffiana quando fai carriera e sei anche giovane!
La realtà è molto più semplice; i rapporti si creano se hai capacità di comprendere chi ti sta davanti .. ma, forse, in fondo in fondo sono anche un pò ruffiana e paraculo.
Credo che se piaccio così tanto sia anche per questo; dico le cose che si aspettano di sentire.
Con certa gente si gioca a carte coperte o scoperte; dipende dalle circostanze.
In questo bisogna essere davvero molto brave! Rassicurarli, aumentare la loro autostima, avere le loro confidenze (anche le più intime), mettersi nelle condizioni che non ti dicano di no.
Ho avuto un sacco di storie con uomini più grandi di me, mi sono anche innamorata e non sempre le mie storie si sono trasformate in rapporti sessuali. I più grandi amori sono sttai proprio quelli dove non c'è stato sesso. Del resto i miei vizi debbono avere una buona dose di trasgressione, altrimenti che piaceri sono?
.....
.....
postato da: SPETTINATA alle ore novembre 07, 2007 16:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:affrescando
domenica, 04 novembre 2007

Voi, che ne avete fatto delle mie poesie?
Pagine scritte che ormai si disintegrano e si sperdono quando le tocco. Mi sono diventate estranee e non riesco più a leggerle.

Poesie lacerate ed usate come in vecchi postriboli o lungo i bordi delle strade. Mi avete chiamata lesbica ed erotoname quando parlavo del sublime Amore. Avete trasformato il mio nome in sesso, sbiadendolo dei suoi caldi colori.

Che ne avete fatto delle mie parole intessute in arazzi ridotti a brandelli, e omaggiate in stoffe sontuose? La lode che mi fate non è meglio dell'infamia e le mie parole ancora, ancora  terrorizzano e seducono.

L'amore mi fece prigioniera, tremante di desiderio, in corpi esangui e membra stremate.
L'amore scorreva su di me, l'amore sui miei seni, sul mio ventre.
Il corpo invecchia, muore, ma la mente resta libera. I morti non hanno bisogno di parole, non hanno desideri che l'appetito possa soddisfare.

La Parola mi chiamò. La Parola che è respiro mi tenne sospesa. La Parola che divenne alata mi fece balzare verso il cielo, protesa sul mare .... in cerca di nuovi mondi.










postato da: SPETTINATA alle ore novembre 04, 2007 05:38 | Permalink | commenti
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giovedì, 01 novembre 2007


postato da: SPETTINATA alle ore novembre 01, 2007 23:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri spettinati, affrescando, clips
martedì, 30 ottobre 2007

Quel giorno non gliene andava bene una, l'altra invece funzionava perfettamente.
Aveva appena lasciato Gloria sotto il portone di casa sua senza neanche salutarla.
Entrò in un pub e diede un'occhiata al bancone. Poco a lato la vide: bellissima. Era una donna bellissima!
Avrebbe voluto fare sesso con lei, ma il sesso oggi è rischio: la scopò con gli occhi.
Quella sera il pub brulicava di donne, ce n'erano tantissime.
C'era Annette.
Con Annette fu un colpo di fulmine! Un sorriso, un drink, dopo un'ora erano già a letto ..... lui a casa sua, Annette a casa sua!
E poi c'era Liza, Liza era come la notte inoltrata: tarda.
Si presentò a casa sua con un mazzo di fiori, convinto di avere la situazione in pugno. Lei aprì la porta con un sorriso .. và.. non era facile, eh? Provateci!
Dapprima la prese sottobraccio, poi fortunatamente la prese anche sottogamba .. Insomma, lei mordeva le lenzuola, ma sotto c'era lui! Era una donna particolare, si perdeva in un bicchiere d'acqua, ma nei bicchieri di whisky si orientava a meraviglia..
Non sapeva che pesci pigliare, ma sugli uccelli non aveva dubbi!
Ad un certo punto lo guardò e gli disse: "Tu hai pensato di coniugarti?"
Lui gli rispose: "io devo vivere la mia vita, tu devi vivere la tua vita, egli deve vivere la sua vita, noi dobbiamo vivere la nostra vita, voi dovete vivere la vostra vita, essi devono vivere la loro vita.." E allora, lei gli rispose:" Benne, non dobbiamo vederci più".
Va bene, ha pensato lui, allora possiamo fare sesso bendati.

Ma quella sera, era la sua sera, e non doveva finire così.

Tornò al pub... alzò gli occhi .. poi li abbassò.. e scoprì Ingrid. Che donna! La guardò, lei lo guardò ... c'era feeling tra loro. La invitò al suo tavolo e ordinò due drink. Ingrid, però ci rimase male quando lui se li bevve tutti e due .... e se ne andò arrabbiata.
Te la farò vedere io cafone, disse stizzita.
Fu di parola.

Ma quella sera non doveva e non poteva finire così.

Dopo un pò lei gli telefonò e gli fece un gran discorso .. lungo, lungo, pesante!
Quando ebbe finito gli disse: " Va bene cara, adesso però riattacca".
Allora, lei ricominciò daccapo.
Dopo un pò lui le telefonò e le disse: " Senti Ingrid, sono un giù!"
Lei scese  e non lo trovò.
Quando lui è giù di morale si guarda nelle mutande e ride .. ride perchè finalmente vede qualcuno ... che è più triste di lui!

Ma quella sera non doveva e non poteva finire così.

Ritornò nel locale e la vide ..... la donna della sua vita ..
Era una donna dirompente e .........
postato da: SPETTINATA alle ore ottobre 30, 2007 21:36 | Permalink | commenti
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mercoledì, 24 ottobre 2007
postato da: SPETTINATA alle ore ottobre 24, 2007 15:29 | Permalink | commenti
categoria:la bellezza, affrescando, x me
lunedì, 22 ottobre 2007

.Capita a volte di non aver voglia di scrivere.

.Capita di avere troppa voglia .. ma per paura di sciupare tutto, di astenersi dal farlo.

.Capita di non trovare le parole e rimanere silenti.

.Capita di dire parole sbagliate a chi proprio non se lo meritava.

.Capita di essere egoisti e menefreghisti e di non accorgersi.

.Capita di essere altruisti pur non rendendosene conto.

.Capita di amare una persona e il giorno dopo di odiarla per troppo amore.

.Capita di guardare un bambino e volerlo stringere a sè.

.Capita di voler stare in silenzio .. di non essere disturbato.

.Capita di voler sentire un sussurro accanto a te ma nessuno è pronto per sussurrare.

.Capita di odiare il silenzio.

.Capita di guardare le stelle e sentirsi avvolto in un manto magico.

.Capita che le stelle ti facciano paura perchè ti accorgi di non avere neanche il loro soave bagliore.

.Capita di fare ciò che avevi giurato non avresti mai fatto.

.Capita di pentirsi.

.Capita di piangere guardando l'orizzonte.

.Capita spesso .. si .. capita spesso.

.Capita di essere l'artefice del dolore altrui.

.Capita che una ferita profonda ti dilania l'animo.

.Capita di non poter far nulla.

.Capita di sentirsi impotenti.

.Capita di sentirsi troppo potenti e di voler spaccare il mondo.

.Capita di domandarsi cosa capita.



.Capita ...

postato da: SPETTINATA alle ore ottobre 22, 2007 08:41 | Permalink | commenti
categoria:pensieri spettinati, affrescando, x me
sabato, 20 ottobre 2007


Seguendo il semplice consiglio che ho letto in un articolo di giornale ho finalmente trovato la pace interiore.
L'articolo diceva: "Il modo per raggiungere la pace interiore consiste  nel portare  a termine tutte le cose che  abbiamo iniziato".
Così mi sono guardato intorno, a casa, per vedere tutte le cose che avevo iniziato e lasciato a metà ... e prima di venire al lavoro  questa mattina ho finito:
1/2 bottiglia di Morellino di Scansano,
1/4 di Vodka,
1/2 ananas,
2 uova,
il Prozac,
4 grammi di pakistano,
una mozzarella di bufala,
1 budino,
due pomodori.

Non avete idea di come mi sento bene adesso!



postato da: SPETTINATA alle ore ottobre 20, 2007 18:27 | Permalink | commenti (2)
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