mercoledì, 17 giugno 2009



Corporate Cannibal
http://www.youtube.com/watch?v=FgMn2OJmx3w&feature=related


I've seen that face before
http://www.youtube.com/watch?v=zZRTbjpFCF4&feature=related

walking in the rain
http://www.youtube.com/watch?v=ifhcWeXIOZs&feature=related

still life
http://www.youtube.com/watch?v=mqZ-iTbAK1c


Still life è tratta dalla canzone di Renato Zero

Spalle al muro

Spalle al muro,
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua,
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,
Scendi piano, dai ricordi in giù,
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.


Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c'è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l'anima la grida e tu lo sai che c'è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire,

Tempo non c'è ne più,
Non te ne danno più …!
E ogni male fa più male,
Tu risparmia il fiato,
Prendi presto, tutto quel che vuoi,
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.
Vecchio.
Vecchio.

Vecchio…!!!
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!
Ma sei vecchio.
Insulteranno Vecchio
Con tutto quella smania che sai tu,
Vecchio, si…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
Le tue non vanno più,
Ragione non hai più.

Vecchio si...
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti,
perché respiri tu

Renato Zero
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 17, 2009 21:44 | Permalink | commenti
categoria:poesie, la bellezza, x me
sabato, 26 luglio 2008



il vento che non sa leggere
trasporta parole
che volteggian giocose
tra rami e foglie
fino a rimbalzar sui tronchi
e nella mia bocca
postato da: SPETTINATA alle ore luglio 26, 2008 06:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
sabato, 31 maggio 2008


(la tanto contestata rana crocifissa esposta al Museion di Bolzano, opera di Martin Kippenberger)

Poesia di Norbert C. Kaser

Lied ein einfallslosigkheit geliebtes
land aus kuhglocken gebaut und gasthausrauferei
kind des wetters mutter
der trauben schnaufen
der winde alpenglut an gruenen fluessen
und zu fueßen ein erschlagner wurm
traute gassen
buergesinn stolzer bauernmut dem welschen feind und schlecter
als der kind des wetters mutter der trauben
innige doerfer blauer schurz und stiere
autonom heiden im rock der schuetzen
feuerwehr musik hackbretter zithern
jodeln kann keiner dem herzen des gottes verschworen
und ueber allem schwebt der henngeier

 
canto della povertà di idee
terra amata fatta di campanacci e risse di bettola
figlia del tempo
madre dell'uva soffiare di venti
rossori alpestri fiumi verdi
al lato e ai piedi un verme schiacciato
intime viuzze
civico senno
fiera forza agreste nemica del terrone e peggiore di lui
figlia del tempo madre dell'uva
intimi paesi grembiule blu e tori
autonoma pagani in veste di schuetzen
pompieri musica salteri cetre
nessuno sa gorgheggiare
consacrata al cuore del dio
e su tutto si libra la poiana

(«Norbert C. Kaser», traduzione di Giancarlo Mariani, «Edizioni Nuovo Studio»)
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 31, 2008 05:42 | Permalink | commenti
categoria:poesie, ritratti
giovedì, 29 maggio 2008


Scenderò più giù
dai prati senz'erba pieni di luce
tra i sassi caldi di estivo sole.

Più giù dai  masi rari e sparsi
lasciando boschi di larici e abeti
alle spalle.

Giù dai dorsali e dai canaloni
di pietre dolomitiche,
lontano dalle scampagnate e dai passeggi.

Là in quella baita,
tra mughi e rododendri,
a liberare piedi e mani.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 29, 2008 06:20 | Permalink | commenti
categoria:poesie
domenica, 18 maggio 2008

A capo leggermente chino
rammenda le parole con fili di ragnatela.

Le cuce sulla sottoveste tutta rosa,
sparse tra le pieghe setose.

Allunga l'occhio obliquo
sul tavolo  dove una rosa rossa
riempie il bicchiere.

Non galleggia.

Un raggio di sole
si infila tra le gambe
e muore sopra le ginocchia
che_ poi_ lentamente si schiudono.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 18, 2008 10:35 | Permalink | commenti
categoria:poesie
venerdì, 16 maggio 2008


Lascio che il respiro
soffi sui carboni
in un angolo sottovento
tra i giri della costa

e resto lì un attimo ..

Attendo ancora la brezza
di una parola che va via,
_una raffica del nulla_
un'ala che sbatte contro il tetto.

La risacca si riprende i sassi scritti,
i flutti sovrastano la schiuma
e avanza la voglia di respirar

quasi fosse aria.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 16, 2008 22:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie
domenica, 11 maggio 2008

Sto ascoltando con emozione la canzone/poesia RIMINI di Fabrizio de Andrè cantata da Jovanotti nel programma Chetempochefa che stasera è dedicato a Emergency:




Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale

Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini d'estate.

Lei dice bruciato in piazza
dalla santa inquisizione
forse perduto a Cuba
nella rivoluzione
o nel porto di New York

nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto
ma nessuno le crede.

Coro: Rimini, Rimini

E Colombo la chiama
dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi
gli rimbocca le lenzuola

"Per un triste Re Cattolico - le dice -
ho inventato un regno
e lui lo ha macellato
su di una croce di legno.

E due errori ho commesso
due errori di saggezza
abortire l'America
e poi guardarla con dolcezza

ma voi che siete uomini
sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse
a chi non le mantiene ".


Coro: Rimini, Rimini

Ora Teresa è all'Harrys' Bar
guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri
penso che sia normale

porta una lametta al collo
è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco
ma sembra non inganni.

"E un errore ho commesso - dice -
un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino
e poi guardarlo con dolcezza

ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere".

Coro: Rimini, Rimini
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 11, 2008 20:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
venerdì, 02 maggio 2008


Gli dissi "Signore, son quelle cose
che uno pensa di vedere, ma a teatro,
di sentirle magari cantare ..
Fra l'altro, se non c'era quel guasto,
non ci saremmo fermati.
Andammo verso Nara,
per vedere il tempio, i giardini di sassi,
l'acqua viva..
C'era il ponte, delle lanterne, uno specchio..
E una cornice dove finiva il ruscello.
C'erano quattro nuvole in cielo..
E i pesci erano più veloci,
le pareti di carta scivolavano sui loro incastri.
Era estate e c'era una festa..
MI creda, Signore,
era piacevole sdraiarsi sul tatami
e potersi addormentare insieme.
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 02, 2008 21:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
giovedì, 01 maggio 2008



Ancora oggi
 son troppe le parole retoriche;

ci vuole più silenzio:
i morti ci ascoltano.

Siano  ancora, voci unanimi
ad intonar un unico coro

e a riempir le piazze.

postato da: SPETTINATA alle ore maggio 01, 2008 21:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
lunedì, 28 aprile 2008


"La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare."
Arthur Schopenauer




[So che non vivrò per sempre e che la mia vita non è infinita.
Ha dei limiti chiamati Nascita e Morte]

Il pensiero arriva dismesso
con tanti brandelli di parole cadenti
che formano frasi sconnesse
prima_ di svelarsi in elegante forma.

Sfoglio qua e là questo libro della vita
a ricercar pagine incompiute
tra i fogli bianchi


[I sogni arrivano quando il resto se ne va.]

Leggerò dieci volte di seguito _ogni capitolo_
così, rinascerà dieci volte tanto.
Tornerò agilmente indietro di qualche pagina
prima di arrivare alla _fine,
rivivrò ancora un pò
pur restando nel futuro.

[E la luce ritorna per disintegrarmi il sogno
lasciandomi la fiamma del ricordo che piano piano
brucia l'ultima favola raccontata nella notte tiepida]


Ma io rincorrerò il sogno
leggendo il mio libro al contrario,
dalla morte resterò viva fino alla rinascita
e così via.

[Dall'inizio nasce la fine e dalla fine rinascerò
fino a completare l'intera opera
in tanti volumi]

L.M.



postato da: SPETTINATA alle ore aprile 28, 2008 21:37 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesie
mercoledì, 16 aprile 2008
"Nata di primavera
nel mio continuo rifiorire
anche su aride lande....."




Oggi è il mio compleanno.

Ecco il mio
..


  regalo

..
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 16, 2008 08:42 | Permalink | commenti (6)
categoria:poesie, x me
lunedì, 14 aprile 2008



Due punti di fuga contrapposti
come l'esordio di un caldissimo Bing Bang

e l'epilogo di un gelido Buco Nero.
Il risultato è Niente.
Il centro è Zero.

E' in questo Niente
che si genera la Metamorfosi.
E' sul palcoscenico del Non_Luogo
che si recita la Genesi di un cambiamento.
E' solo la Semplicità di uno Zero,
di un Niente
che edifica e rigenera la forza dell'Amore.

postato da: SPETTINATA alle ore aprile 14, 2008 16:09 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie
lunedì, 14 aprile 2008


Mi alzo ma è meglio se torno a dormire
mi metto a studiare ma senza capire
col vuoto che avanza e ti stritola il viso
un Dio che ti scaccia dal suo Paradiso
non vado neanche a cercarmi un lavoro
a fare i concorsi e poi vincono loro
è tutto veloce violento incosciente
ci provo a capire e
mi perdo nel niente.

Il niente il niente il niente.

Mi alzo e d'intorno è una tabula rasa
di amici di affetti e mi barrico in casa
invece mio padre da bravo ragazzo
ci crede davvero a una vita del cazzo
ormai non parliamo e non stiamo più insieme
ma lui ci riesce a volermi anche bene
un bene invisibile che sembra assente
è un uomo capace di credere al niente.

Al niente al niente al niente.

Mi alzo davvero una volta per tutte
da un letto di cose già viste e già dette
e prendo il passato il futuro il presente
li butto in un buco nel buco del niente...
e incontro mia madre che è un anno che è morta
col solito grande sorriso dolente
mi dice ti passa mi dice sopporta
bisogna imparare ad amare anche il niente.

Il niente il niente il niente.

Mi alzo da questo lenzuolo di sale
sei tu nel deserto la mia cattedrale
e pure da tempo ben poco ci unisce
e i nostri segreti diventano angosce
si annaspa nel letto ma siamo lontani
abbiamo di tutto ci manca il domani
e per la paura si viene si mente
ma il sesso da solo è l'amore del niente.


Il niente il niente il niente.

Ci aspetta una guerra di fame e macerie
la terra che sputa le nostre miserie
e in mezzo al rumore di feste violente
c'è sempre qualcuno che canta il niente...
eppure c'è ancora qualcosa che vale
la voglia di andare incontro alla gente
la vita è un ragazzo che urla il giornale

invece il silenzio è la voce del niente.

Il niente il niente il niente.
Il niente il niente il niente.
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 14, 2008 07:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie
domenica, 13 aprile 2008



Io vedo il mondo come qualcosa d'incredibile
L'incredibile è ciò che non si può vedere

Fiori nelle matita Debussy sulla sabbia
In una sconosciuta località di mare
Ragazze dentro il fero in fondo all'abitudine
Minatori che scavano nella loro apatia
Reggiseni per gatti e degli industriali
Che lavorano per gli operai della Fiat
Io vivo altrove dentro la quarta dimensione
Dove è messa in fumetti la relatività
Vieni da me che sono la quercia ed il domani
Vieni da me c'è un fuoco che ti riscalderà

Io volo per la pelle in cieli di miseria
Io sono un vecchio Boeing dell'anno ottantanove
Parto il fiore tra i denti verso l'ultima guerra
Con macchine da scrivere dalle uniformi nuove
Io vedo pianoforti su ventri di ragazze
Ed in occhi di bimba la stereofonia
Uno scimpanzè di ghiaccio che canta la mia musica
Dolcemente con me e tu non parli mai

Tu non dici mai niente tu non dici mai niente
 Qualche volta tu piangi come piangono le bestie
 Che non sanno il perchè e non dicono niente
 Come te l'occhio altrove mi fanno le feste

Io vedo moltitudini nel tuo ventre deserto
Io sono l'indomani il mio domani sei tu
Io vedo denudarsi fidanzati perduti
Alla tua voce lieve ogni notte di più
Tiepidi odori sopra marciapiedi di sogno
Nel mio letto d'asfalto dentro a questa città
Sopra di me lo scorrere di ragazze e di spugne

Che trasudano il succo di questa folle età
Io vivo altrove dentro la dimensione ics

E osservo il mondo da una feritoia
Io sono il sempre il mai sono la ics
Della formula dell'amore e della noia
Io vedo tramvai blu su rotaie di pianto
Paraventi cinesi sotto il vento del nord
Oggetti senza oggetto e finestre d'artisti
Da cui escono il sole il genio e la morte
Aspetta vedo ancora una stella smarrita
Che ti viene a trovare e ti parla di me
La conosco da tempo vive alla porta accanto
Ma la sua luce è illusoria come te

E non mi dici niente tu non dici mai niente
 Ma splendi nel mio cuore come splende una stella
 Coi suoi fuochi perduti in sentieri lontani

 Tu non dici mai niente proprio come una stella
.

Leo Ferrè

 
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 13, 2008 20:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, vite
domenica, 13 aprile 2008


N i e n t e

Cinque lettere, cinque lettere soltanto.

E' così tanto e poco questo niente:
un cubetto di ghiaccio che si scioglie velocemente
in un bicchiere di porto;
un sonno da svegli che lascia tutto così vuoto,
immutato e vano,
una bolla sospesa tra il mio e il tuo tempo,
in un  "non_silenzio" dal ronzio sincopato e
fastidiosamente metallico.

 
..Potevamo parlare..
del niente, c'era molto da dire!



postato da: SPETTINATA alle ore aprile 13, 2008 15:29 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
lunedì, 07 aprile 2008
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 07, 2008 08:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, affrescando, x me
domenica, 06 aprile 2008




E' un raggio di sole

che illumina il mio cammino.

Non sapevo che a fermarmi qui e ora,

avrei vagato nell'eterno.

Niente e immutabile,

neppure il buio,

e l'inverno mi farà ascoltare

il suo silenzio.

postato da: SPETTINATA alle ore aprile 06, 2008 09:07 | Permalink | commenti
categoria:poesie
mercoledì, 02 aprile 2008
(Claude Monet)



Come sono rapide le suggestioni
di istanti tumultuosi
in queste delicate dissolvenze.

Danzano quei fiori misteriosi
schiudendosi in giardini segreti
   tra lo stupore che mi sprofonda
in questa magia di colori.


Il tempo si ferma:
 ed è subito fiaba,
tra le ninfee che si disfano e
sciolgono nastri
in riflessi di pervinca e viola.
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 02, 2008 20:54 | Permalink | commenti
categoria:poesie
mercoledì, 02 aprile 2008

E ora ti dipingo e ti modello
come so fare solo io
con quel tuo sorriso a stento
_velato di chiaroscuri_
quando mi guardi con desiderio.


Ti voglio dipingere
mentre sfuggo al gioco
delle tue mani sulla mia schiena,
come un orizzonte lontano
dove si rispecchia il sole
tra infiniti riflessi.

Ti coloro sulla tela opaca dei ricordi
con grandi pennellate di colore
e tra le piccole linee scure
sentirai il garrulo di un gabbiano in volo.


Se ci sarà qualche sbavatura
tu seguila, ti indicherà la rotta
perchè _se son maldestra in questo ruolo_
saran le mie parole a colorare i colori
di questa tela bianca
e la luce di un lontano faro
farà brillare i tuoi occhi.


postato da: SPETTINATA alle ore aprile 02, 2008 17:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, ritratti
lunedì, 31 marzo 2008
Ai miei genitori



Di memorie d'Amore
gli anni hanno adornato il Nostro viso
segnandoci i capelli di lievi filigrane grigie:

siamo diventati così belli!

Paesaggi riflessi
nel Nostro sguardo
Strade percorse
hanno marcato i Nostri passi
stanchi e belli.

Quando ora Ci vediamo
non troviamo il Nostro passato.
Torniamo a Noi
con volti che invano cercammo
quando ci venivamo incontro.

 

(liberamente tratta da una poesia di Leah Goldberg)


postato da: SPETTINATA alle ore marzo 31, 2008 10:21 | Permalink | commenti
categoria:poesie, sassi parlanti, x me