lunedì, 25 maggio 2009
La sua voce fra Celine Dion e Dionne Warwick ha conquistato non solo l'Inghilterra ma gran parte del mondo.
Susan Boyle, scozzese - con una delle più belle voci mai sentite - partecipa ad una specie di X Factor brittanico
.
Fisicamente non ha nulla di attraente; è una signora di mezza età, robusta, single, casalinga, non ha mai baciato (così ha dichiarato in una intervista), ma quando canta ........ quando canta ti concilia con l'Universo intero!

In questo tempo di "veline compiacenti" e "ragazzette trash" che permettono a "vecchi parrucconi" di usarle - come mercanzia - sui banchi della senilità e della demenza, fa davvero piacere ascoltare
questa voce strepitosa, potente e aggraziata, con un modo di modularla un po’ antico ma praticamente perfetto.  

http://www.youtube.com/watch?v=RxPZh4AnWyk
http://www.youtube.com/watch?v=U7Ayk9G7-sc
postato da: SPETTINATA alle ore maggio 25, 2009 15:22 | Permalink | commenti
categoria:vite, x me
mercoledì, 16 luglio 2008

Merano e Castel Trauttmannsdorff nel segno di Elisabetta d'Austria "Sissi".
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categoria:vite
mercoledì, 02 luglio 2008

Ingrid Betancourt
postato da: SPETTINATA alle ore luglio 02, 2008 21:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:ritratti, vite, x me
mercoledì, 04 giugno 2008
Jan Morris, scrittrice e giornalista, si e' unita civilmente alla donna che era sua moglie quando si chiamava James Humphrey Morris.
Sposatasi 58 anni fa, la coppia aveva divorziato nel 1972, prima del cambiamento di sesso, ma continuando a vivere sotto lo stesso tetto.
La scorsa settimana ha stretto un'unione civile nel Galles. Morris e' stato inserito dal Times tra i migliori quindici scrittori britannici del dopoguerra.
Il suo ultimo romanzo e' stato tra i finalisti del Booker Prize.
postato da: SPETTINATA alle ore giugno 04, 2008 18:41 | Permalink | commenti (2)
categoria:ritratti, vite
domenica, 13 aprile 2008



Io vedo il mondo come qualcosa d'incredibile
L'incredibile è ciò che non si può vedere

Fiori nelle matita Debussy sulla sabbia
In una sconosciuta località di mare
Ragazze dentro il fero in fondo all'abitudine
Minatori che scavano nella loro apatia
Reggiseni per gatti e degli industriali
Che lavorano per gli operai della Fiat
Io vivo altrove dentro la quarta dimensione
Dove è messa in fumetti la relatività
Vieni da me che sono la quercia ed il domani
Vieni da me c'è un fuoco che ti riscalderà

Io volo per la pelle in cieli di miseria
Io sono un vecchio Boeing dell'anno ottantanove
Parto il fiore tra i denti verso l'ultima guerra
Con macchine da scrivere dalle uniformi nuove
Io vedo pianoforti su ventri di ragazze
Ed in occhi di bimba la stereofonia
Uno scimpanzè di ghiaccio che canta la mia musica
Dolcemente con me e tu non parli mai

Tu non dici mai niente tu non dici mai niente
 Qualche volta tu piangi come piangono le bestie
 Che non sanno il perchè e non dicono niente
 Come te l'occhio altrove mi fanno le feste

Io vedo moltitudini nel tuo ventre deserto
Io sono l'indomani il mio domani sei tu
Io vedo denudarsi fidanzati perduti
Alla tua voce lieve ogni notte di più
Tiepidi odori sopra marciapiedi di sogno
Nel mio letto d'asfalto dentro a questa città
Sopra di me lo scorrere di ragazze e di spugne

Che trasudano il succo di questa folle età
Io vivo altrove dentro la dimensione ics

E osservo il mondo da una feritoia
Io sono il sempre il mai sono la ics
Della formula dell'amore e della noia
Io vedo tramvai blu su rotaie di pianto
Paraventi cinesi sotto il vento del nord
Oggetti senza oggetto e finestre d'artisti
Da cui escono il sole il genio e la morte
Aspetta vedo ancora una stella smarrita
Che ti viene a trovare e ti parla di me
La conosco da tempo vive alla porta accanto
Ma la sua luce è illusoria come te

E non mi dici niente tu non dici mai niente
 Ma splendi nel mio cuore come splende una stella
 Coi suoi fuochi perduti in sentieri lontani

 Tu non dici mai niente proprio come una stella
.

Leo Ferrè

 
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 13, 2008 20:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, vite
mercoledì, 09 aprile 2008


Sole splendente.
Ho tolto calze e scarpe.
Questa sono io che cammino nella secca.
Dei pesciolini trasparenti si scaldano fra la superficie dell'acqua e il fondale ondulato e coperto di conchiglie.
Io  sono come un pesce quando esco il sole, ci provo, affioro, ma se allunghi la mano sparisco.

(Jeanette Winterson)
postato da: SPETTINATA alle ore aprile 09, 2008 08:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:ritratti, vite, x me
lunedì, 10 marzo 2008

Un marito riconosciuto tirchio e negligente è stato condannato a

regalare 124.000 rose rosse alla moglie








e una moglie, lasciata dal marito, avrà un risarcimento di:



8.000 libri di poesie
postato da: SPETTINATA alle ore marzo 10, 2008 19:58 | Permalink | commenti
categoria:vite, affrescando
lunedì, 11 febbraio 2008



".. Conosci il nemico come conosci te stesso. Se farai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.
Se non conosci il nemico, ma soltanto te stesso, le tue possibilità di vittoria saranno pari alle possibilità di sconfitta.
Se non conosci nè te stesso, nè il tuo nemico, allora sii certo che ogni battaglia sarà per te fonte di pericolo.."
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 11, 2008 12:01 | Permalink | commenti
categoria:vite, sassi parlanti
sabato, 09 febbraio 2008


IL TESTAMENTO

Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo
Ti lascio il sole, che lasciò mio padre a me.
Le stelle brilleranno eguali e uguali ti indurranno le notti a dolce sonno
.
Il mare t’empirà di sogni.
Ti lascio il mio sorriso amareggiato. Fanne scialo ma non tradirmi.
Il mondo è povero oggi.
Si è tanto insanguinato questo mondo ed è rimasto povero
Diventa ricco tu, guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro, il mondo ne ha bisogno!
Ti lascio i simulacri degli eroi con le mani mozzate, ragazzi come te che non fecero in tempo ad assumere austera forma d’uomo,
Madri vestite a bruno. Fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di
Belsen e di Auschwitz.
Fa presto a farti grande.

Nutri bene il tuo gracile cuore con la carne della pace del mondo, ragazzo, ragazza.

Impara che milioni di fratelli innocenti svanirono, un tratto, nelle nevi gelate, in una tomba comune e spregiata.

Si chiamano nemici. Già, i nemici dell’odio.

Ti lascio l’indirizzo della tomba, perché tu vada a leggere l’epigrafe.

Ti lascio accampamenti di una città con tanti prigionieri

Dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia l’imprigionato no dell’uomo libero.

Anch’io sono di quelli che dicono di fuori il sì della necessità, ma nutro dentro il no.

Così è s
tato il mio tempo.
Gira l’occhio dolce al nostro crepuscolo amaro.

Il pane è fatto pietra, l’acqua fango, la verità un uccello che non canta.

E’ questo che ti lascio.

Io conquistai il coraggio di essere fiero.

Ma tu sforzati di vivere, salta il fosso, da solo, e fatti libero.

Attendo nuove. E’ questo che ti lascio.

Kriton Athanasulis

postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 09, 2008 15:11 | Permalink | commenti
categoria:poesie, la bellezza, vite
giovedì, 07 febbraio 2008




Attrice e cantante austriaca.
Nota come grande interprete dei testi di Bertold Brecht, musicati dal marito Kurt Weil.
postato da: SPETTINATA alle ore febbraio 07, 2008 15:54 | Permalink | commenti
categoria:vite
domenica, 27 gennaio 2008



Visitatore osserva le vestigia

di questo campo e medita da

qualunque paese tu venga, tu

non sei un estraneo.

Fa’ che il tuo viaggio non sia

stato inutile, che non sia stata

inutile la nostra morte.

Per te e per i tuoi figli, le

ceneri di Auschwitz valgano di

ammonimento; fa’ che il frutto

orrendo dell'odio, di cui hai

visto le tracce, non dia nuovo

seme, né domani né mai.



Primo Levi, Aprile 1980
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 27, 2008 21:40 | Permalink | commenti
categoria:poesie, vite
venerdì, 25 gennaio 2008

da. Jukebox all'idrogeno di Allen Ginsberg:



Ho visto le menti migliori della mia generazione
distrutte dalla pazzia,
affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all'alba
in cerca di droga rabbiosa,
hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico
contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati
stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale
di soffitte ad acqua fredda fluttuando sulle cime
delle città contemplando jazz,
che mostravano il cervello al Cielo
sotto la Elevated .......
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 25, 2008 08:12 | Permalink | commenti
categoria:poesie, vite
martedì, 22 gennaio 2008

da: Poesie




Nubi su nubi s'addensano,
si fa buio.
Amor mio, perchè mi lasci qui solo
davanti alla porta?
Il lavoro quotidiano tra la folla
mi sgomenta:
attendo solo Te.
Tu mi lasci qui solo
davanti alla tua porta

postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 22, 2008 09:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, vite
lunedì, 21 gennaio 2008

Vandana Shiva, fondatrice dell’istituto indipendente Research Foundation for Science, Tecnology and Ecology di Nuova Delhi,è una fisica ed economista indiana tra i massimi esperti di ecologia sociale.

*# "Dobbiamo riprenderci il diritto di conservare i semi e la biodiversità. Il diritto al nutrimento e al cibo sano. Il diritto di proteggere la terra e le sue diverse specie. Dobbiamo fermare il furto delle multinazionali a danno dei poveri e della natura. La democrazia alimentare è al centro dell'agenda per la democrazia e i diritti umani, al centro del programma per la sostenibilità ecologica e la giustizia sociale"
]*# "Diversità ed alta produttività vanno per mano quando si prendono in considerazione tutti i raccolti e tutti i costi degli input esterni da sommare a quello degli altri input. Il paradigma della monocoltura ha come riferimento le rese delle merci prese una alla volta, e riesce ad esternalizzare i costi degli input chimici e dell'energia. Le agricolture industriali inefficienti e dispendiose vengono così presentale canne efficienti e produttive."
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 21, 2008 14:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:ritratti, vite
lunedì, 21 gennaio 2008

da Poesie:

E non mi rispose
la Croce del Sud:
proseguì, proseguì il suo viaggio
spazzata
dal vento.
Lasciai la lira allora
da una parte,
sulla strada,
e abbracciai la mia amata;
e mentre avvicinavo
i miei occhi ai suoi occhi,
vidi in essi,
nel loro cielo,
quattro punte
di diamante infuocato.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 21, 2008 06:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, vite
domenica, 20 gennaio 2008
da Poesie:




Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 20, 2008 08:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, vite
venerdì, 18 gennaio 2008


da: Canti Orfici


Una canzonetta volgaruccia era morta
e mi aveva lasciato il cuore nel dolore
e me ne andavo errando senz'amore
lasciando il cuore mio di porta in porta:
con lei che non è nata eppure è morta
E mi ha lasciato il cuore senz'amore:
eppure il cuore porta dolore
lasciando il cuore mio di porta in porta
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 18, 2008 15:42 | Permalink | commenti
categoria:poesie, vite
giovedì, 17 gennaio 2008
da Poesie:



Presi il mio cuore
e lo posi nella mia mano

lo guardai come chi guarda
grani di sabbia o una foglia.

Lo guardai pavido e assorto
come chi sa d'essere morto;

con l'anima solo commossa
del sogno e poco della vita.
 
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 17, 2008 18:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, vite
mercoledì, 16 gennaio 2008



da Poesie:

Nel bosco c'è un uccello, il suo canto vi ferma
e vi fa arrossire.
C'è un orologio che non suona.
C'è un acquitrino con un nido di bestie bianche.
C'è una cattedrale che scende e un lago che sale.
C'è un piccola carrozza abbandonata nel bosco
ceduo,o che scende per il sentiero correndo,
infiocchettata.
C'è una compagnia di piccoli attori in costume,
intravisti sulla strada attraverso le prime piante
del bosco.
C'è infine, quando si ha fame e si ha sete,
qualcuno per scaciarvi.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 16, 2008 08:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, vite
martedì, 15 gennaio 2008



Saffo



Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
postato da: SPETTINATA alle ore gennaio 15, 2008 15:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, vite